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Ecomafie, Milano crocevia dei rifiuti tossici; intercettazioni essenziali per le inchieste

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Leggete lo specchietto che vi riportiamo qui sopra, tratto da Libera Informazione, e rabbrividite: quelle elencate sono tutte le inchieste sull'ecomafia in Lombardia che sono partite da intercettazioni telefoniche. I numeri, tra arrestati e valore dei beni sequestrati, sono davvero impressionanti.

L'inchiesta Parco Sud tanto per fare un esempio si è da poco conclusa e forse, se non fossero emerse le conversazioni tra gli indagati, non si sarebbe scoperto nulla.

Antonio Ingroia, pm di Palermo, aveva proprio spiegato qualche mese fa in un incontro pubblico al quale avevamo partecipato, che le inchieste diventano "di mafia" solo in un secondo momento. E' solo indagando sugli insospettabili che si scoprono i crimini cosiddetti 'dei colletti bianchi'.

Vi abbiamo raccontato molte volte che il movimento terra e lo smaltimento dei rifiuti sono due settori molto lucrosi. E spesso è la 'ndrangheta a metterci direttamente le mani, come mostrano sia la Parco Sud che la Cerberus. Nell'ultimo anno sono stati ritirati i certificati antimafia a 17 aziende lombarde nel settore del movimento terra.

Enrico Fontana, di Legambiente, ha spiegato nel corso della presentazione di un rapporto sulle ecomafie:

"Da qualche anno c'è un traffico inverso.

Alcune indagini del biennio 2007-2009 una enorme quantità di rottami di auto e rifiuti di ferro pericolosi sono stati raccolti in Campania, pressati e inviati in Lombardia, soprattutto in provincia di Brescia, dove sono stati smaltiti illegalmente nelle discariche o rivenduti ad alcune acciaierie"

Nel rapporto vengono analizzati tutti i casi di bonifiche fasulle, cave riempite con sostanze tossiche, corruzione per lo smaltimento e infiltrazioni della 'ndrangheta nel ciclo dei rifiuti.

Negli ultimi otto anni il 35% di tutte le inchieste sui crimini ambientali in Italia ha toccato la Lombardia. L'ecomafia non conosce crisi: secondo i dati il fatturato nel 2009 ammonta a più di un miliardo di euro.

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