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Maxi blitz contro la 'ndrangheta a Milano, le cosche han già messo le mani su Expo

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UPDATE! 2 luglio
Il Comune di Pero ha risposto:

"Nessuna licenza per mini-casinò o discoteche è stata rilasciata dagli uffici competenti dall'insediamento della giunta in carica"

Dalle prime luci dell'alba la polizia ha eseguito a Milano arresti e perquisizioni nei confronti di un importante clan della 'ndrangheta.

L'operazione ha coinvolto 16 questure in tutta Italia e portato all'arresto di 15 persone. Le forze dell'ordine, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno sequestrato beni per 8 milioni di euro.

L'operazione, come leggiamo su Repubblica, ha al centro delle indagini il clan dei Valle, legato alla famigerata famiglia dei De Stefano, che opera dagli anni '70 nel capoluogo lombardo e nell'hinterland. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso all'usura e intestazione fittizia di beni.

Francesco Valle gestiva le attività criminali da un bunker costruito sotto "La Masseria", un ristorante di Cisliano. Lì Valle riceveva una ventina di imprenditori e commercianti strozzati dai suoi prestiti, che a volte venivano anche intimiditi e picchiati.

I boss calabresi avevano in pugno circa centinaia di piccoli imprenditori e negli anni avevano messo in piedi un grosso giro di usura e racket nel campo degli immobili.

Nessuno  denunciava. Il pm di Milano Ilda Boccassini ha fatto presente che gli imprenditori e gli artigiani hanno una sola strada per liberarsi: denunciare.

"O si sta con lo Stato o si sta contro lo Stato. Nei casi borderline, dove non si capisce bene il ruolo delle vittime, la magistratura sarà molto rigida contro chi non intende avvalersi delle leggi di questo Stato. Quando c'è connivenza la linea della Procura sarà durissima. Non si possono avere alibi"

Valle abitava a Bareggio in via Aosta, in una casa circondata da telecamere e protetta da rottweiler.

L'organizzazione aveva anche una terza sede, "La Cassaforte", un appartamento in via Carlo Dolci a Milano. Qui sono stati rinvenuti migliaia di euro in contanti derivati dalla gestione di videopoker.

Gli altri immobili sono stati sequestrati anche a Rho, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Como, Cesano Boscone. Ma non solo.

Il clan dei Valle avrebbe anche ottenuto le licenze per aprire "un mini casinò, una discoteca e anche attività di ristorazione" nel comune di Pero nell'ambito di un progetto di riqualificazione di quelle aree in vista dell'Expo

Questo grazie all'interessamento di un assessore comunale di Pero, Davide Valia (come riporta l'ordinanza di custodia cautelare).

Il 23 gennaio 2009 Francesco Valle avrebbe contattato l'imprenditore Adolfo Mandelli -un altro degli arrestati- per avvisarlo di aver ottenuto i permessi.

Tutto questo è stato scoperto anche grazie ad un'intercettazione nella quale l'imprenditore Mandelli ha detto:

"Minchia, meglio di Davide che è a Pero… Cosa dobbiamo avere"

L'assessore si sarebbe adoperato anche per altri favori.

Un altro degli arrestati, l'imprenditore Riccardo Cusenza, si è presentato nel 2009 alle elezioni amministrative del Comune di Cormano, con il Pdl. Come leggiamo sul Corriere in una telefonata intercettata Cusenza chiedeva a Fortunato Valle "un aiuto per essere eletto alle prossime elezioni amministrative".

In una conversazione successiva Cusenza avrebbe vantato "di essere molto vicino all'attuale presidente della Provincia di Milano Podestà".

Ma una nota della Provincia dichiara che si tratta di "una vanteria, priva di alcun supporto nei fatti".

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