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Tra un mese la quarta giunta di Formigoni, tra riconferme, cambi di poltrona e pretese della Lega

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Ancora un mese e poi, come riporta anche Repubblica, la nuova (e quarta) giunta del riconfermato governatore lombardo sarà ufficializzata, non senza qualche novità.

Infatti, oltre ai quattro sottosegretari ci saranno (probabilmente) altre deleghe in aggiunta per i sedici assessorati tra cui quello già ventilato all'Innovazione e quello altrettanto probabile dedicato alle problematiche femminili.

"Adesso sto analizzando i voti e le preferenze – ha commentato Roberto Formigonioltre ai consigli avuti durante la campagna elettorale. Anche in base a queste analisi deciderò la composizione della giunta. Ai voti raccolti provincia per provincia, alle persone. Una volta di più dico: viva il voto di preferenza, accessorio indispensabile della democrazia".

"In questi anni – ha aggiunto la guida del Pirellone – abbiamo istituito molte nuove deleghe perché il mondo cambia e anche la Lombardia.

Saremo in grado di mandare la Lombardia ancora più veloce e più sicura sul percorso che gli elettori ci hanno consegnato. Il programma che abbiamo presentato è tornato indietro firmato e sottoscritto da due milioni di elettori".

Mentre alcune nomine sono già date per scontate, in Regione si è cominciato a pensare alla questione Lega e soprattutto a quei cinque assessorati più la vicepresidenza (Andrea Gibelli) su cui certamente non lascerà facilmente la presa.

E, anche se "squadra che vince, non si cambia" per citare direttamente le parole di Formigoni, e nonostante l'ultima parola spetti al premier, dovrà essere nominato un nuovo coordinatore regionale che prenda il posto di Podestà.

Buscemi, Maullu e Ponzoni, rispettivamente vuoi per l'insuccesso elettorale, a causa del rifiuto del governatore o perché oggetto di un'indagine partita ieri, vedono, invece, la loro posizione traballante.

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