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La Moratti diventa commissario al traffico in vista dell'Expo: d'ora in poi progetti e cantieri saranno in versione "turbo"

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Le energie, i fondi e soprattutto le tempistiche ridotte richieste da quel calderone di progetti e cantieri già in corso qual è l'Expo, sono state motivazioni sufficientemente valide e ugenti per far si che il governo assegnasse al Sindaco di Milano quei poteri speciali, già richiesti a gran voce dalla stessa Moratti l'autunno scorso.

Come riportato da IlGiornale, Letizia Moratti, ricalcando le orme dell'allora sindaco Albertini, diventerà commissario al traffico garantendo, così, la richiesta accelerazione per parcheggi e metropolitane, corsie preferenziali e progetti di riqualificazione in agenda.

Dopo l'ondata di polemiche e di ricorsi da parte dei comitati di quartiere, ad esempio nelle spinosissime questioni riguardanti i cantieri bloccati o in corso relativi a Darsena, Sant'Ambrogio e piazza XXV Aprile, la Moratti potrà beneficiare di un ruolo straordinario nel commissionare servizi o derogare disposizioni di legge.

Senza questi poteri extra sarebbe stato impossibile, aveva affermato il sindaco, conseguire risultati entro la deadline del 2011. "Prima di tale data", ha poi proseguito, "la priorità massima verrà data alla messa a punto definitiva dei numerosi parcheggi residenziali e in project financing avviati dalla precedente amministrazione e non ancora finiti e accelerare le opere pubbliche già previste e di cui la città ha bisogno".

Ovviamente, tali progetti dovranno garantire la loro funzionalità anche dopo la data fatidica dell'Esposizione: ecco, quindi, ritornare al centro delle priorità dell'amministrazione comunale la questione importantissima della fluidificazione del traffico cittadino, con tutte le problematiche di riorganizzazione del sistema dei trasporti pubblici e dei parcheggi per residenti o di interscambio connesse.

A proposito, poi, di impatto ambientale, l'articolo 15 del progetto di legge approvato in seno al consiglio regionale conferisce i poteri di velocizzazione delle pratiche burocratiche in materia di Expo alla Regione stessa, laddove tali poteri non siano di competenza dello Stato.

La Regione d'ora in poi potrà dunque sveltire la realizzazione di 35 infrastrutture, costate 11 milioni di euro e già in opera, senza consultare altri enti in via preventiva.

 
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