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Riprendono i lavori per i parcheggi in piazza Sant'Ambrogio mentre sui cantieri milanesi viene alla luce lo scandalo dei dirigenti dal doppio incarico

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A differenza si ciò che è accaduto per la Darsena milanese, divenuta un gigantesco per quanto inutile cantiere a cielo aperto in vista dei famosi box sotterranei – che alla fine non si sono fatti ne mai (forse) si faranno – perché l'urgenza del restyling della zona ha vinto evidentemente su quella di fornire "asilo" alle centinaia di automobili che quotidianamente transitano sui navigli, Sant'Ambrogio avrà i suoi tanto sospirati parcheggi.

Come informa il Corriere, la Soprintendenza ai beni paesaggistici ha approvato in via definitiva il progetto, messo in stand by l'autunno scorso perché la sua realizzazione avrebbe "alterato" profondamente elementi di rilievo archeologico e storico e perché avrebbe contribuito ad accrescere il traffico in entrata nella antica piazza della Basilica.

Quello che si prospettava essere l'ennesimo grande "buco" senza scopo nel pavè dei milanesi, che nell'esasperazione dei toni era stato definito "uno scempio", avrà finalmente il suo perché (fonte immagine).

L'architetto Alberto Artioli soprintenderà il cantiere e le opere di restyling connesse, mettendo a tacere le polemiche di mesi e liquidando la questione con la spiegazione che, alla fine, il progetto è più "organico" di quanto emerso dalle prime letture e che l'intervento sarà volto a fini "migliorativi".

A parte questa lieta novella che di certo non scalfisce lo scorno dei residenti dei navigli e di piazza XXV Aprile, un'altra notizia, pubblicata dal Corriere, spegne sul nascere certi già timidi squarci di ottimismo.

Gran parte del fiume di euro stanziato per la realizzazione dei parcheggi a Milano, infatti, sembra essere finito nelle tasche di alcuni dirigenti comunali beneficiari del doppio incarico che li vede da un lato gestori delle gare d'appalto per i cantieri e dall'altro controllori degli stessi, una volta iniziati i lavori.

I doppi, tripli, multipli ruoli, assegnati per "allentare numerosi vincoli burocratici", avrebbero garantito cifre elevatissime, oltre allo stipendio comunale, ai dirigenti "ubiqui".

Un altra faccenda, dunque, di stipendi d'oro e di "conflitto di interessi".

Il consigliere dei Verdi, Enrico Fredrighini, impegnato da anni nello studio di queste discrepanze amministrative, spiega così:

"Il problema dei parcheggi ha elevati costi sociali e ambientali. Potrà essere risolto solo se emergerà tutta la verità su procedure opache e progetti non adeguatamente controllati. La nuova giunta ha disarticolato alcuni meccanismi negativi, ma bisogna riaffrontare l'intera materia in sede istituzionale per evitare pasticci.

È una battaglia anche a favore dei funzionari che oggi stanno cercando, con estrema fatica, di rimettere ordine nel caos".

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