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Il fiore del male: in corso le riprese del film di Michele Placido su Renato Vallanzasca con Kim Rossi Stuart

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La somiglianza con il 'bel Renè' è davvero impressionante. Sono da poco cominciate a Milano le riprese del nuovo film di Michele Placido, "Il fiore del male": protagonista l'attore Kim Rossi Stuart nei panni del bandito della Comasina Renato Vallanzasca (alcune immagini 'rubate' si possono vedere sul sito del fanclub dell'attore protagonista).

Sicuramente vi sarà capitato di incrociare il set per le vie della città nelle scorse settimane: da Piazza San Babila al bar Basso che fa angolo tra via Plinio e viale Abruzzi fino al Giambellino. Per due mesi Vallanzasca 'quello vero' e Rossi Stuart si sono visti quasi ogni giorno (fonte immagine qui e qui) e la troupe lavorerà per tutto gennaio.

Il film ha cominciato a far discutere prima dell'inizio della lavorazione per presunti fondi statali concessi, ma il regista ha precisato:

"Il ministero non ci ha dato un solo euro, con la motivazione che avrei accostato Vallanzasca a Robin Hood.

Me ne guardo bene. E' vero però che la popolarità e il fascino del bandito si spiegano anche con il fatto che devolveva parte dei proventi delle rapine alle famiglie dei detenuti. Quanto alle donne, a centinaia gli mandavano in carcere foto inequivocabili fatte con l'autoscatto"

Placido ha aggiunto:

"Renato uccise dei poliziotti, e io sono stato poliziotto. Figuriamoci se non sarò rispettoso delle vittime. Il film non sarà un'assoluzione, ma una confessione.

Delitto e castigo. Vallanzasca ha ammesso di aver sbagliato. Ha scritto ai familiari delle vittime. E, anche quando sparava, non ha mai raggiunto la spietatezza che avrebbe dimostrato anni dopo la mafia. E nessun terrorista si è fatto, come lui, 35 anni di galera. Sarà un gangster-movie, non un film psicologico o assolutorio. La Milano degli Anni '70 ispirò un filone su malavita e polizia, ingiustamente considerato di serie B, che ha ispirato il Tarantino delle Iene e di Pulp Fiction.

Io lo recupererò"

L'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ha fatto visita al set:

"Sì, il film ha il patrocinio del Comune di Milano. Non costerà un euro al contribuente: ci limiteremo a rendere più facile il lavoro. Il cinema è arte, e sarebbe sbagliato giudicare l’arte con i parametri dell'etica. Già il fatto che sia qui al lavoro un artista di livello internazionale come Michele Placido è una garanzia. Sull'onda di questo film, approveremo un pacchetto di misure per abolire l'imposta sull'uso dei luoghi pubblici e stringere convenzioni con alberghi e catering per chiunque venga a girare a Milano"

La nostra città infatti è stata spessissimo sede di set, come ricorda IlGiornale.

Da Rocco e i suoi fratelli a Totò, Peppino e la malafemmina. Come dimenticare poi Il ragazzo di campagna o il più recente Chiedimi se sono felice?

Chi volesse saperne di più recuperi assolutamente il libro Milano Films 1896-2009 di Marco Palazzini, uno degli ultimi usciti sul tema.

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