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Santa Giulia – Montecity, Giuseppe Grossi trasferito ai domiciliari dopo la scarcerazione di Rosanna Gariboldi

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Se Rosanna Gariboldi patteggia ed esce dal carcere anche a Giuseppe Grossi le cose vanno meglio, nonostante continuino a pendere sulle loro teste le accuse che li hanno condotti in arresto lo scorso 20 ottobre.

Il tribunale del riesame di Milano infatti ha concesso i domiciliari al "re delle bonifiche" arrestato nell'ambito delle indagini sulla riqualificazione dell'area Santa Giulia.

Come leggiamo sul Corriere i giudici hanno riconosciuto l'incompatibilità delle condizioni di salute di Grossi con il regime penitenziario. L'imprenditore infatti è cardiopatico.

Ma, ricordiamo, rimane ancora una questione aperta per gli abitanti della zona dove sorgeva l'ex Montedison: si teme infatti che l'area non sia stata del tutto bonificata e dietro la faccenda potrebbe esserci anche l'ombra della criminalità organizzata.

La Sadi di Grossi all'inizio dei lavori viene chiamata dal costruttore di Santa Giulia, Luigi Zunino, per bonificare l'area e intasca circa 37 milioni.

Su un totale di un milione e 46mila metri cubi di terreni scavati, 231mila tonnellate sono state caricate sui camion e destinate alle discariche tedesche.

Le società di Grossi hanno però firmato fatture per un quantitativo superiore al doppio (per gonfiare i dati e creare fondi neri). Di conseguenza si perde di vista il reale volume di rifiuti tossici 'movimentati'.

In più quando i carichi escono dai cantieri non è più possibile verificare che arrivino realmente al sito di destinazione  nè verificare chi ci sia realmente dietro alle società di trasporti.

Si sa di sicuro che una cinquantina di convogli da Rogoredo sono arrivati alla discarica di Roasio, nel parco naturale di Baregge in Piemonte.

Cresce la preoccupazione per le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Ricordate gli arresti per l'operazione Parco Sud? L'inchiesta riguardava proprio il movimento terra gestito da alcune famiglie della 'ndrangheta. Gli investigatori, seguendo le tracce dei mezzi che scaricano rifiuti nelle cave lombarde, sono arrivati a una discarica del vercellese, aperta da una delle società di Giuseppe Grossi.

Guarda caso si tratta della cava di Baregge. E proprio l'imprenditore aveva messo a verbale di essersi accorto che la Sadi di Torino "era in mano a un clan malavitoso calabrese".

Intanto chi ha avuto la sfortuna di comprare casa in quella che doveva essere un'oasi di pace a due passi dalla città si sente abbandonato, come leggiamo sempre sul Corriere. Zunino aveva promesso parchi, un centro congressi, un tram ecologico che avrebbe attraversato il quartiere, un cinema multisala e molti altri comfort.

Invece chi vive ora a Santa Giulia si ritrova ancora in mezzo ai cantieri, con appartamenti sfitti, viali desolati e negozi in vendita o in affitto.

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