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Milano come Roma: la Moratti vorrebbe rifare la Darsena come il lungo Tevere

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Sarà necessario lo stanziamento di un milione di euro circa per rendere la Darsena milanese come il lungo Tevere romano.

Infatti, come riporta il Giornale, è stata la Moratti stessa a dichiarare recentemente di voler camminare sulle sponde del naviglio, proprio come succede nella capitale.

Abbandonati i progetti, pur urgentissimi e richiesti a gran voce, per il maxi-parcheggio sotterraneo, affossata fino a data da definirsi la possibilità di una valvola di sfogo subacquea per le migliaia di automobili che transitano nella zona dei navigli (specialmente durante il weekend), la nuova sfida del Comune di Milano sarà quella di rendere un po' più piacevole e meno trasandata quella zona.

Convocando nel suo studio l'assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini, il collega all'Arredo urbano Maurizio Cadeo, tecnici, ingegneri e architetti degli uffici comunali, il sindaco si è apprestato a discutere dell'esigenza di far ritornare la Darsena, il vecchio porto milanese, luogo di scambio non privo di atmosfere suggestive, agli antichi splendori (vedi ancora il Giornale).

Abbandonando dunque le vecchie idee riguardanti la creazione di orti e di giardini botanici, i navigli torneranno ad essere semplicemente il luogo più amato e poetico dei milanesi, con tanto di passeggiate alberate, panchine, lampioni e una grande piattaforma multifunzionale galleggiante.

Per non parlare della copertura dei reperti archeologici e dell'eliminazione del dislivello esistente tra le sponde (fonte foto).

Torneranno ad affollarsi le fiere caratteristiche: antiquariato, fiori e il grande rientro in "sede" della dislocata Senigallia.

Verrebbe da chiedersi perché mai sarebbe necessaria una tale cifra, peraltro da prelevarsi dalle già provate casse comunali, per un'opera di bonifica, un blando restyling che non richiedederebbe altro che un generale riassesto e una doverosissima ripulita. Ma tant'è.

Per quanto riguarda il ricorso al Tar della società Darsena spa, la ditta appaltata che avrebbe dovuto realizzare i famosi 700 posti auto sotto al naviglio, il responso del tribunale sarà reso noto fra una decina di giorni.

Nel frattempo l'area dove sorge il cantiere resta ancora di dominio della Darsena spa.

Non ci rimane che restare ad osservare l'evolversi degli eventi: avremo almeno il piacere di riabbracciare il nostro amato e perduto scorcio di Milano oppure, per l'ennesimo cavillo burocratico, non ci sarà concesso altro che la solita stagnante, è il caso di dirlo, attesa?

 
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