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Liceo Einstein, sotto shock i compagni della studentessa che ha tentato il suicidio

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Sono stazionarie le condizioni di Christina, la studentessa che martedì mattina ha cercato di togliersi la vita lanciandosi nel vuoto da una finestra del terzo piano del liceo scientifico Einstein. Lo riporta IlGiornale.

La ragazzina resta ricoverata in rianimazione all'ospedale Fatebenefratelli dove è stata intubata.

E' anche stata sottoposta a un'operazione e i medici non possono ancora pronunciarsi sulle sue condizioni. La tac cerebrale di Christina ha comunque dato esito negativo per cui, fortunatamente, ci sono alte probabilità di ripresa.

E' un po' triste però che i media, sociologhi e quant'altro, si preoccupino del problema solo adesso perchè si sono verificati due casi simili in pochi giorni (fonte immagine).

Intanto i compagni di classe non sono d'accordo con l'immagine che è stata data della giovane in questi giorni, ovvero di una ragazza emarginata e "senza amici".

IlGiornale riporta alcune loro opinioni:

"Sinceramente posso dirle che non l'abbiamo mai fatta sentire un'esclusa per le sue origini straniere, mai: problemi di questo genere, in questo istituto, non ricordo di averne sentiti. Forse ultimamente era lei che se la prendeva troppo, probabilmente non era un bel periodo. Anche se non si può dire che il suo rendimento a scuola fosse pessimo: proprio il giorno dell'incidente aveva preso un ottimo voto, lo saprete già, no? Eppure credo che sia stato il rimprovero di qualche insegnante a buttarla più giù del solito, non tanto i nostri scherzi o la pagina dedicatale su internet…

Certo, lei era già un po' triste di suo, lo è sempre stata. E questo non può averla di certo aiutata"

"Io qui non sono in classe con Christina, ma frequentavo le medie insieme a lei. Anche allora è sempre stata un po' introversa e riservata. E alternava periodi in cui parlava tantissimo, come una macchinetta, con altri in cui era molto, molto taciturna. Tuttavia credo che mai nessuno immaginasse che sarebbe arrivata a tentare di togliersi la vita"

Luca Bernardo, direttore del dipartimento materno e infantile dell'ospedale Fatebenefratelli e coordinatore del primo centro di prevenzione e ricovero per i tentati suicidi di adolescenti (istituito insieme alla onlus L'Amico Charlie) insieme ai colleghi Claudio Mencacci e Massimo Clerici, ha fatto un appello alla stampa:

"È fondamentale non eccedere nell'amplificazione dei toni quando si parla e si scrive di storie come queste: ci sono alti rischi di emulazione nella comunità degli adolescenti"

Anche i genitori della ragazza hanno chiesto il silenzio stampa.

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