×

Ancora guai giudiziari a Palazzo Marino per gli stipendi d'oro, questa volta è il turno dei collaboratori dell'ufficio stampa

Condividi su Facebook

>
A Palazzo Marino sono mesi evidentemente "caldi" per quanto riguarda i rapporti con la giustizia. Dopo gli avvisi di garanzia per lo smog e per la movida rumorosa, ci pensano le recenti scartoffie sul tavolo della magistratura a smorzare gli animi all'avvio di questo 2010 che si preannncia burocraticamente intricato.

Letizia Moratti deve dire grazie anche all'"operazione trasparenza" del ministro Brunetta e alla costanza della Corte dei Conti se la scandalosa saga degli stipendi d'oro versati ai consulenti comunali si arricchisce di un altro, per quanto non esaltante, capitolo.

La nuova pagina dell'indagine volta a stanare le collaborazioni pagate a peso d'oro, vede sindaco e giunta condannati nuovamente "per danno erariale con colpa grave", mentre i protagonisti della retribuzione illegittima e chiaramente fuori standard questa volta sono sei dipendenti dell'ufficio stampa assunti nel 2006 (fonte foto).

Come riporta Repubblica, alla multa di 236mila euro per aver sostituito i dirigenti comunali con manager esterni pagati in maniera sproporzionata relativamente ai loro titoli (per lo più mancanti) si va ad aggiungere quest'ultima di 125.457 euro, già contestata dall'accusa perché inferiore alla richiesta di 723.799 euro.

Il team dell'ufficio stampa si vedrà dunque dimezzare l'organico e passerà da sei a tre dipendenti e allo stesso tempo, come affermano i magistrati contabili che hanno in pugno tutto l'incartamento, "gli importi vanno ridotti del 50 per cento per tener conto dell'utilità comunque conseguita per effetto delle prestazioni rese al Comune".

Nel frattempo un altro caso di retribuzione aurea spadroneggia sulle pagine della cronaca locale in questi giorni. Parliamo di Mario Resca, ex presidente di Campione d'Italia ed ex amministratore della Mc Donald's Italia, manager  presente in più di un consiglio d'amministrazione e, dunque, pluristipendiato, che, in barba al conflitto di interessi, incamera per il solo ruolo di commissario della Grande Brera una cifra esorbitante che lui stesso si affretta a ridimensionare dichiarando: "ll compenso non è affatto competitivo con quello previsto per un uomo di impresa come me".

Ma a Gianfranco Cerasoli, della Uil, basta snocciolare un solo numero per rendere l'idea delle effettive proporzioni: "L'operazione commissariale porterà ad attribuire a Resca un compenso che si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro".

Per tutta risposta, di nuovo Resca, completa la sua difesa concludendo: "La remunerazione del commissario, in relazione agli impegni e alle responsabilità previste dall'incarico, è pienamente in linea con le disposizioni normative in materia. Il compenso è equiparato a quello del direttore dei lavori, ossia, in base a quanto prevede la normativa sui lavori pubblici, al massimo corrisponderà al 20 per cento dello 0,5 per cento dell'importo dei lavori posto a base di gara".

Ma sono proprio gli studenti i più accaniti osteggiatori di Resca difesi dall'ultima dichiarazione di Fabio Bertozzi della Consulta, riportata sempre da Repubblica: "È un´assurdità che il commissario debba prendere così tanti soldi. E sui progetti dovrebbero essere consultati anche gli studenti".
1 Post correlati Seveso, per evitare le esondazioni servono nuove misure: ma i progetti sono fermi “No Gelmini Day”, le foto del corteo di Milano: danneggiata la vetrina di una banca Enrico De Alessandri si incatena davanti al Pirellone per protestare contro il potere di Comunione e Liberazione Ruby Rubacuori al Karma, insulti dalle coetanee e cori volgari dai ragazzi: le foto “

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche