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Altri guai giudiziari per Prosperini, reo di non aver denunciato al fisco la tangente ricevuta

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Reduce dai recenti guai giudiziari e le accuse di corruzione, frode alle casse pubbliche e turbativa d'asta, per Piergianni Prosperini, ex assessore regionale allo Sport, c'è una nuova contestazione che rende tutta la vicenda a dir poco grottesca.

Nel capitolo "corruzione" dell'affaire Prosperini, come informa la Repubblica, la tangente di 230 mila euro in cambio dell'affidamento di un appalto da 7,2 milioni di euro al gruppo televisivo Profit, sarebbe non soltanto illegale, come a buon diritto ci sia aspetterebbe, bensì doppiamente illecita per questioni fiscali.

Se la legge, infatti, da un lato condanna la provenienza "sotto banco" di danaro ai fini della corruzione, dall'altro, paradossalmente, pretende che la cosiddetta "mazzetta" vada in ogni caso dichiarata al fisco (fonte foto).

A maggior ragione, il "denaro pulito", o meglio ancora, il "compenso a titolo di regalo" che Prosperini ha dichiarato di aver ricevuto in seguito alla compravendita di TeleVerona, non doveva essere taciuto all'Agenzia delle Entrate.

In poche parole: la provenienza indebita del denaro intascato non cancella in alcun modo il reato di evasione, così sostengono i sostituti procuratori milanesi Alfredo Robledo e Paolo Storari nell'applicare il decreto legislativo 74 del 2000 sui reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

Il reato fiscale aumenta la somma del denaro sequestrato a Prosperini a fini cautelativi: la Guardia di Finanza avrebbe già bloccato circa 200mila euro, distribuiti in ben cinque conti correnti bancari.

Attualmente agli arresti nel carcere di Voghera, avrà quindi un'altra macchia giudiziaria da lavare via il fondatore di Nordestra, che nel frattempo vede anche sfumare definitivamente la sua ricandidatura per le prossime elezioni regionali.

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