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Crisi, il contratto a tempo determinato sarà il nuovo miraggio mentre tra i senza lavoro gli uomini battono le donne

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Il miraggio del contratto a tempo indeterminato diventa ancora più sfocato leggendo le recenti statistiche sul mondo dell'occupazione.

Come riporta anche IlGiorno, sul "pianeta lavoro", se si escludono il lavoro "a chiamata" e quello "intermittente", è l'avviamento a tempo determinato a dettare legge.

Secondo un rapporto dell'Osservatorio del mercato del lavoro e della Provincia di Milano, per la gran parte dell'anno appena trascorso sono aumentate di circa l'87% in più le persone in cerca di un impiego. Per avere un'idea numerica basti dire che le dichiarazioni di disponibilità al lavoro sono passate dal 28.000 a oltre 52.000 in soli dieci mesi.

Il secondo dato in evidenza di questo rapporto è anche il raddoppio dei disoccupati di sesso maschile: 3600 è la cifra che segna il distacco tra uomini e donne senza lavoro.

In questo triste orizzonte sociale è quindi il contratto a tempo determinato, forte del suo carattere più occasionale e meno "impegnativo", la soluzione più utilizzata dai datori di lavoro, quella che nel momento più buio del mercato del lavoro ha subito una flessione minore.

"Dato che questa forma contrattuale ha comunque una incidenza maggiore rispetto a quelle del parasubordinato e dell'intermittente, si puo affermare che è proprio il tempo determinato la forma contrattuale che indicherà la ripresa della domanda di lavoro, confermando come la ‘fase di passaggio' stia portando a un mutato scenario del mercato": questa la ferrea convinzione dei tecnici che hanno stilato il rapporto.

E ancora: "mesi di continuo e sostenuto calo dell'attività produttiva produrranno ancora una ricaduta negativa sul mercato del lavoro, anche se la timida inversione di tendenza relativa alle imprese del nostro territorio puo' gia' fornire alcuni segnali premonitori di miglioramento".

A voler considerare seriamente queste previsioni, l'unica certezza che possiamo abbozzare è che davvero il mondo del lavoro cambierà completamente le sue coordinate.

Se il contratto a tempo indeterminato non sarà più la garanzia di progettualità individuali e familiari, ripresa o meno, diventerà necessario forse cominciare a ripensare a tutta l'impalcatura sociale, in generale.

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