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Sciopero generale venerdì 11 dicembre indetto da Cgil contro la crisi, sindacati divisi

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Lavoratori del settore pubblico, della scuola e dell'università si fermeranno l'11 dicembre per lo sciopero generale indetto da Cgil-Funzione Pubblica (guarda i video della manifestazione in diretta!). Il ministro Renato Brunetta nei giorni scorsi ha polemizzato con la Cgil accusandola di "proclamare uno sciopero generale quando ancora non sono scaduti i contratti di lavoro del biennio 2008/2009" e "non ricorda che questi contratti il Governo li ha rinnovati nonostante il Governo Prodi nel 2008 abbia stanziato solo le risorse per l'inflazione programmata".

Invece Cisl-Fp e Uil-Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori pubblici dal 2 dicembre. I segretari generali Giovanni Faverin (Cisl-Fp) e Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) fanno sapere che:

"la vertenza dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici passa non solo dalla responsabilità delle istituzioni nazionali, ma anche da quella degli amministratori locali che, in un'ottica di vero federalismo, devono trovare, con la lotta agli sprechi, i risparmi di gestione e l'eliminazione delle consulenze inutili, le risorse per rispettare gli accordi e chiudere i contratti.

Non serve uno sciopero nazionale o interregionale di un solo sindacato (come quelli, falliti, dello scorso novembre) ma lo stallo delle vertenza va interrotto richiamando alle proprie responsabilità i gestori dei servizi pubblici nell'ambito delle loro strutture a livello locale, nel luogo dove si gestiscono le risorse e si erogano i servizi, e dove è necessario un maggior coinvolgimento dei lavoratori"

A Milano ci sarà una manifestazione che partirà da Largo Cairoli alle 9.30, che sarà solo l'anticipazione di quella del 12, prevista in piazza Missori alle 15 per ricordare i 40 anni dalla strage di Piazza Fontana.

Ecco uno stralcio del volantino:

"Quarant'anni fa i poteri forti risposero alle contestazioni dei movimenti studenteschi e operai mettendo in atto la strategia della tensione, un clima di paura e repressione che puntava a isolare i movimenti, che ebbe simbolicamente inizio il 12 dicembre 1969 con lo scoppio di una bomba nella Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano, che provocò 17 morti e 88 feriti.

Oggi, i meccanismi di paura e repressione nei confronti dei movimenti esistono ancora: attraverso la negazione sempre maggiore del dissenso e della libertà, attraverso un controllo sociale sempre più incalzante fatto di precarietà e restrizione di diritti, attraverso la criminalizzazione di qualsiasi scelta o condizione che sfugga all'ordinario.

[…]

La scuola gioca un ruolo fondamentale nel diffondere la consapevolezza della crisi che stanno attraversando la società, la libertà e i diritti, perchè è il luogo che più di ogni altro ha la funzione di tener viva e legata al presente la memoria storica, che evita il ripetersi di errori già commessi in passato.

Il sapere è l'unica garanzia per capire che il diverso costituisce una ricchezza, che ragionare con la propria testa e sempre meglio che prendere ordini da un capoccia in una squadraccia, che in tempi di crisi non accettare i tagli all'istruzione significa anche non accettare il dilagare di ignoranza, apatia e asservimento"

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