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Alfa di Arese e Maflow: si cercano soluzioni per salvare i posti di lavoro

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UPDATE! 4 dicembre
Il trasferimento è stato rinviato.

La situazione della ex Alfa di Arese rimane sempre critica. Oggi è intervenuto l'assessore Boni che ha commentato:

"Davanti alle proteste dei lavoratori dell'Alfa di Arese, non posso fare a meno di domandarmi dove siano finiti coloro che stanno di fatto portando alla chiusura di un gioiello e di un esempio di produttività lombarda, causando un danno tangibile a tutto il tessuto economico, produttivo ed occupazionale della Lombardia.

Credo quindi che la stessa Fiat dovrebbe essere chiamata in causa come la principale responsabile di quanto sta avvenendo, perché nonostante le proteste degli operai mi sembra che tutto stia procedendo secondo un ben preciso piano industriale delineato già da molto tempo. Non vorrei quindi che, per questioni prettamente politiche, si stia perdendo di vista quale sia l'interlocutore principale a cui rivolgersi che, non a caso, ha scelto di eclissarsi proseguendo come se nulla fosse nel proprio progetto, scaricando nel contempo sugli enti pubblici gli errori commessi"

Intanto questa mattina a Trezzano sul Naviglio si è tenuta un'assemblea per cercare di risolvere la situazione di un'altra azienda metalmeccanica, la Maflow.

Il sindaco di Trezzano, Liana Scundi, ha garantito che

"L'area dove si trova l'azienda Maflow rimarrà industriale"

Il sindaco e la Giunta hanno deciso di adottare fin da subito due azioni per cercare di salvare i posti di lavoro degli operai:

– confermare il vincolo ad area industriale dell'attuale sito anche nel nuovo Piano di governo del territorio

– mettere a disposizione i fondi di sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi industriale e che hanno quindi difficoltà a pagare bollette o le tariffe di mensa, nido e altri servizi comunali

Il sindaco ha promesso che si attiverà anche con altri sindaci della zona, dove risiedono i lavoratori della Maflow, affinché vengano adottate misure di sostegno.

Walter Montagnoli, coordinatore nazionale Cub, ha detto:

"Attendiamo ora di essere convocati a Roma dove il ministero per lo sviluppo industriale dovrà decidere se ammettere alla vendita la società o dare avvio alle procedure di fallimento. Nel primo caso, che è molto più probabile, vorremmo però conoscere a quali condizioni"

Ci sarebbero infatti due possibili acquirenti per l'azienda, uno a Udine e uno a Torino.

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