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La dura vita del pendolare tra nuovi orari dei treni, ritardi, sporcizia e disagi: intervista a Claudio Gatti

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Claudio Gatti, inviato speciale de "Il Sole 24 Ore" negli Stati Uniti dal 1978, ha pubblicato per Chiarelettereil libro "Fuori Orario", un reportage con testimonianze e documenti riservati sulle nostre ferrovie (fonte immagine).

Come racconta Blogosfere Economia e Finanza si parla di guerra tra le aziende a cui viene appaltata la pulizia dei treni, carri merci scomparsi perché rivenduti al mercato nero, percorsi cambiati per interesse elettorale, lenzuola sporche, gare truccate e il nostro Frecciarossa che, nonostante lo spaccino per nuovo, é il suo esatto contrario.

Antonio Incorvaia, esperto di Generazione 1000 euro e autore de "Il piccolo libro dei Twitter", ha intervistato Claudio in veste di utente di Trenitalia. Vi riportiamo alcuni interessanti stralci.

Sporcizia, assenza di manutenzione, criminalità e vandalismo: sono questi i compagni di viaggio dei clienti Trenitalia E allora perché nessuna parte politica ha mai messo in agenda il risanamento dei trasporti pubblici, nemmeno a titolo di propagandismo in campagna elettorale?

Direi soprattutto per due motivi.

Primo, perché, come ha detto nell'agosto scorso in un'intervista a La Repubblica Daniel Cohn Bendit – ex leader del movimento studentesco francese e tedesco nel '68, oggi leader dei Verdi tedeschi  – quella italiana è "una società in cui non c'è più un'idea di progetto collettivo nazionale". Secondo, perché dai politici le Fs sono state sempre vissute solo in due modi: come un bacino elettorale e come un'enorme tavola bandita a cui sedersi e soprattutto far sedere i propri amici e sponsor.

Il sito web di Trenitalia è un autentico dedalo di collegamenti fuorvianti: solo per capire se si ha diritto a un bonus o inoltrare un reclamo si devono scorrere pagine su pagine. Questo fa parte di una precisa strategia di protezionismo e chiusura verso i clienti?

Non c'è alcun dubbio. Non bisogna dimenticare che a causa della forte ambiguità rilevata nella politica di erogazione dei bonus per i ritardi, il 16 ottobre 2008 l'Autorità sulla Concorrenza ha comminato una «sanzione amministrativa pecuniaria» di 200mila euro a Trenitalia.

Dalla sentenza si apprende che «la possibilità di ottenere il rilascio di bonus viene meno per il viaggiatore qualora – pur ricorrendo i ritardi nella stazione di arrivo – essi siano dovuti a cause di forza maggiore, cause meteo o naturali, lavori programmati lungo la linea resi noti alla clientela, scioperi, fatti di terzi con conseguenze sulla circolazione, occupazione dei binari da parte di soggetti estranei all'organizzazione ferroviaria – incendi o calamità naturali…».

Il problema, ha fatto notare l'Authority nella sua sentenza, è che «accade di frequente che il ritardo del treno venga attribuito a più cause diverse […] di modo che il ritardo […] non risulti attribuibile al professionista (Trenitalia) e […] di tale consistenza da permettere l'erogazione del bonus».

Nei mesi scorsi si è parlato della creazione di una nuova società, Trenitalia/LeNord, per risolvere i problemi della circolazione in Lombardia con la promessa di miglioramenti miracolosi. Sei a conoscenza di qualche «storia di ordinaria amministrazione» anche su questo? A che punto è il progress dei lavori?

Non sono al corrente degli sviluppi più recenti perché da quando ho finito di scrivere il libro, questa estate, sono passato a occuparmi di altre vicende. Ritengo comunque che non sia consorziandosi con il monopolista statale che si possa pensare di risolvere i problemi della qualità dei servizi ferroviari regionali.

Trovate tutta l'intervista su Blogosfere Economia e Finanza.
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