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Acqua più cara del 10% in Lombardia. L'assessore Buscemi plaude al decreto Ronchi

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Aumenterà del 10% in Lombardia il costo dell'acqua potabile. Il decreto Ronchi per la privatizzazione dei servizi idrici avrà una pesante ricaduta sulle tasche dei cittadini della nostra regione. Non ci sarà nessun ricorso contro una legge definita da più parti incostituzionale e accolta favorevolmente dall'assessore alle Reti e di Pubblica utilità Massimo Buscemi, che commenta così il provvedimento adottato del governo: "in Lombardia l´acqua costa cinque volte meno che a Londra e tre volte meno che in Germania.

Questo spiega perché ne sprechiamo troppa e il servizio di manutenzione e depurazione qualche volta lascia a desiderare". (fonte immagine )

Già ieri il governatore lombardo Roberto Formigoni aveva ribadito che non ci sarebbe stata nessuna controffensiva da parte della Regione: "in Lombardia abbiamo una legge sull'acqua da diversi anni. Si tratta di un bene pubblico che deve essere gestito con la massima efficenza, dai privati o dal pubblico. Noi difendiamo la legge lombarda che funziona molto bene e la applichiamo".

Gli ha fatto eco oggi Buscemi, il quale, andando a fondo di un problema di "investimenti poco remunerativi" di cui la gestione pubblica del servizio idrico  sarebbe responsabile, precisava che "aprire ai privati non significa privatizzare", poichè "i privati potranno avere solo una partecipazione di minoranza. In altri paesi l´acqua costa di più e tutti stanno più attenti. Oggi in Lombardia solo il 30 per cento dell´acqua è depurata. Certo nulla in confronto alla Puglia che spreca il 50 per cento dell´acqua che raccoglie".

Le tariffe sono finora rimaste di competenza di Regione Lombardia, ma nessuno, stanti i disservizi sopracitati si era mai sognato di aumentarle. La Regione, infatti, dal 18 aprile 2006 poteva concedere ai comuni di definire aumenti tariffari, servendosi delle aziende municipalizzate. Questa volta però non ci sarà nessuna rivolta in senso federalista da parte della Regione: a Milano l'acqua costerà il 10% in più.

Insorge il Partito Democratico. Ieri i consiglieri Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi facevano notare che la legge regionale vigente "era stata voluta con forza da comitati e sindaci lombardi, e ottenuta grazie all'impegno del centrosinistra e del Pd in Consiglio regionale – poichè l'obiettivo, concludevano – e' garantire ai cittadini che un bene fondamentale come l'acqua sia gestito nell'interesse generale''.

Carlo Porcari, capogruppo dei democratici in consiglio regionale oggi si spingeva più in là: ''chiediamo che Regione Lombardia difenda la legge regionale approvata nel gennaio scorso che garantisce il controllo pubblico della gestione delle risorse idriche e un giusto ruolo per i privati. Formigoni segua quindi l'esempio di altre regioni predisponendo al piu' presto un ricorso alla Corte costituzionale contro la legge che privatizza la gestione delle risorse idriche approvata ieri dal centrodestra alla Camera''

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