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L'Alfa di Arese protesta sotto il Pirellone: la crisi miete vittime anche in Caterpillar e Yamaha

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UPDATE! 18 novembre
L'Alfa sarà definitivamente trasferita.

"La Regione Lombardia deve rispettare i patti" scrivono sugli striscioni i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese che ieri hanno protestato sotto il Pirellone. Gli operai chiedono l'intervento ed il sostegno della giunta lombarda.

Nel 2004 infatti "si costruì un ambizioso progetto per Arese denominato Polo della mobilità sostenibile con prospettive per mille posti di lavoro, l'insediamento di imprese e centri ricerca e la salvaguardia dell'Alfa Romeo", fa sapere un sindacalista.

Che aggiunge:

"a sostegno del progetto la Regione prometteva investimenti per 358 milioni di euro ai quali si dovevano aggiungere 107 milioni di euro previsti dalla legge finanziaria e destinati a Sviluppo Italia per l'acquisto delle aree e l'aiuto alle imprese"

I lavoratori denunciano di non è stato fatto nulla (fonte immagine).

Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Antonello Patta ha commentato:

"Formigoni dovrebbe pensare a mantenere le tante promesse fatte e mai mantenute sull'area dell’Alfa Romeo di Arese.

Un'area strategica sulla quale è possibile ripensare forme di reintroduzione di manifatturiero e di altre attività ad alto tasso di contenuto di ricerca, di innovazione, in rapporto con le università per riqualificare in avanti l'industria milanese, recuperando i posti che la Lombardia sta perdendo in Europa nella gerarchia delle produzioni"

Patta accusa che

"Tutti gli appetiti del centro destra sono invece legati solo ed esclusivamente all'Expo 2015, con il rischio che anche l'area dell'Alfa venga destinata, come sta succedendo per gran parte dell'area metropolitana milanese, a grandi ipermercati e alla speculazione edilizia, avvantaggiando unicamente la grande rendita"

Il lavoratori intanto continuano la loro protesta affinchè la Regione impedisca il trasferimento dell'Alfa da Arese a Torino, con il licenziamento di 232 lavoratori.

Ma non sono i soli a protestare.

Ci sono altre due aziende che si uniscono all'elenco: ultime in ordine di tempo la Caterpillar di Cernusco Sul Naviglio e la Yamaha a Lesmo.

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