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Intervista ad Elio e le Storie Tese: dagli Arcimboldi a "Gattini", vent'anni di carriera insieme

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Altro che 'bellimbusti': gli Elio e le Storie Tese sono delle vere e proprie colonne portanti del loro genere. Sembra incredibile, ma grazie ai loro testi e alla capacità di prendere in giro vizi, usi e costumi dell'Italia intera (e non solo), hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana.

E un segno altrettanto indelebile lo hanno lasciato nella storia musicale della loro città d'origine, Milano, alla quale hanno dedicato lodi e critiche. L'anno scorso il Comune voleva insignire loro addirittura l'Ambrogino d'Oro, ma l'hanno rifiutato in solidarietà con la mancata assegnazione ad Enzo Biagi e Roberto Saviano.

Geniali, ironici e pungenti: gli Elii sono così. E non le mandano certo a dire. I loro vent'anni di carriera sono stati riassunti nel disco uscito ieri "Gattini".Si sono anche concessi una serata al Teatro Arcimboldi, per un'esibizione unica che li ha visti suonare assieme a un'orchestra.

Agli eest piace sperimentare, come ci hanno confessato nel corso di un incontro stampa. Per loro è stato sorprendente scoprire che molti musicisti di musica classica, e quindi 'seri', erano loro ammiratori.

Ecco uno stralcio della nostra chiacchierata con loro.

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