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Parcheggi, lo scempio di Sant'Ambrogio finisce in tribunale

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Finirà nelle aule di tribunale l'ormai annosa questione del parcheggio di piazza Sant'Ambrogio. Non si tratta più della semplice protesta di qualche temerario architetto che abbia osato sfidare la giunta Moratti. Sulla scrivania dei magistrati ora c'è la posizione del soprintendente per i Beni architettonici e del paesaggio di Milano, Alberto Artioli, e del direttore regionale Mario Turetta.

A loro il Pm Paolo Pirotta ha inviato un ordine di comparizione con l'ipotesi di reato di abuso in atti d'ufficio. La Repubblica dedica ampio spazio alla vicenda. Trovate qui maggiori dettagli (fonte immagine).

La sostanza dei fatti in attesa dell'udienza non cambia, poichè verrà rinviata ancora l'approvazione del progetto definitivo (5 piani per 200 posti e 320 posti a rotazione per i residenti), prevista dal sindaco Letizia Moratti già per la settimana prossima.

All'origine dell'inchiesta ci sarebbe infatti la presunta violazione del codice dei Beni Culturali, poichè l'area interessata dagli scavi sarebbe sottoposta al cosiddetto "vincolo monumentale".

Il fascicolo d'inchiesta venne aperto nel 2007, anche grazie alla segnalazione dell'associazione Italia Nostra, che nel febbraio di quell'anno sintetizzava in due punti essenziali il suo "no" al parcheggio di Sant'Ambrogio: 1) si esercita così una violenza su un luogo unitario come una piazza storica che viene scoperchiata e quindi profondamente alterata.

Si tratta di una profanazione 2) che lo si voglia o no, la costruzione di nuovi parcheggi nei centri storici o nei pressi di essi finisce con l’attirare nuove correnti di traffico di auto e di pulmann, là dove occorrerebbe invece muoversi in direzione di una progressiva pedonalizzazione.

Sulla stessa linea il commento del capogruppo dei Verdi Maurizio Baruffi:

"Sant'Ambrogio è una ferita che sarebbe da chiudere in fretta dopo la Darsena, rinunciando a un posteggio nel cuore dell'area Ecopass che si trasformerebbe in un attrattore di traffico"

Ci ha pensato infine Gabriele Albertini a dare il colpo del K.O.

(forse) alla disastrosa politica sui parcheggi del sindaco Moratti. Lo ha fatto con una rivelazione che sa tanto di attacco politico in previsione di una ricandidatura dell'ex sindaco. Albertini racconta di aver incontrato la Moratti durante la campagna elettorale del 2006: "Lei mi prende le mani e mi dice: “devi bloccare il piano parcheggi”. E così da gentiluomo, pur non essendo d’accordo, ho bloccato tutto Se fossi andato avanti, oggi Sant’Ambrogio e Darsena sarebbero già stati completati.

La colpa della Moratti? Aver ascoltato i pochi del dissenso organizzato, i comitati di quartiere contrari e non i sessantamila residenti che volevano un box".

Ma i comitati di quartiere, ameno per ora, sembrano aver vinto la loro battaglia.  Spetterà agli inquirenti capire se ci siano state delle irregolarità nel rapporto tra il Comune e il gestore del cantiere.

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