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Stop ai lavori sulla Darsena: tornerà come cinque anni fa

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Dopo 5 anni di proteste, progetti variati, riunioni e conti economici il sindaco Moratti, come riporta Repubblica, ha deciso di annullare l'intervento alla Darsena inserito nel 2004 nel piano delle opere prioritarie per risolvere il problema del traffico in città e di revocare la concessione alla società che vinse l'appalto, la Darsena spa.

L'area tornerà così al suo aspetto originale. Del parcheggio si riparlerà, forse, dopo il 2015. "È arrivato il momento di sanare le quattro ferite aperte in città – ha spiegato il sindaco riferendosi ai quattro parcheggi che hanno accumulato ritardo negli ultimi anni – La Darsena sarà restituita alla città. Sarà un'area bonificata, verde e riqualificata".

"Non potevano aspettare oltre – ha aggiunto l'assessore ai Lavori pubblici Bruno Siminidal momento che per ben quattro volte l'impresa ci ha fornito progetti inaccoglibili".

Oltre a 300 box per residenti la società aveva chiesto al Comune di prolungare la concessione di 12 anni e alzare le tariffe dei posti a rotazione.

Di certo fino al 2015 non si farà nulla, assicurano in Comune. Ma il 2015 dell'Expo è lontano e nel frattempo il progetto potrebbe finire in soffitta.

D'altro canto, informa sempre Repubblica, il blocco del parcheggio sotto la Darsena potrebbe aprire un braccio di ferro legale tra il Comune e l'impresa che nel 2004 vinse la gara d'appalto per realizzarlo.

Una battaglia a colpi di ricorsi e richieste di risarcimento danni che potrebbe penalizzare il quartiere, paralizzando ancora una volta il cantiere.

La società Darsena Spa infatti non ha intenzione di retrocedere e lo scontro dunque è annunciato

La Darsena, quindi, tornerà com'era fino a cinque anni fa, nulla di fatto. Non resta che considerare un aspetto fondamentale, sottolineato da Il Giornale, riguarda la voragine, o meglio la "ferita aperta" come l'ha definita Letizia Moratti nell'ex porto di Milano, che ha causato una netta perdita del valore delle case e ha diminuito anche il volume della compravendita, sotto un duplice punto di vista: da un lato degrado, sporcizia, rumore dovuto al traffico, spesso paralizzato dalla sosta selvaggia, dall'altro la speranza sfumata per chi aveva fatto l'investimento e comprato una casa in zona, di avere finalmente un box.

E ora che è saltato,riporta ancora Repubblica, dopo cinque anni di tira e molla, il parcheggio previsto, i milanesi, residenti e non, sono divisi. C'è chi spera diventi spazio verde, con piante, fiori e vialetti per passeggiare, piccolo polmone affacciato sull'acqua, parco urbano al servizio di cittadini. Dall'altra, invece, c'è l'esigenza di chi, soprattutto residenti e commercianti, dice di non saper dove sistemare la macchina in quella zona così caotica.

Una cosa, però accomuna i due fronti. Tutti alla fine allargando le braccia dicono: "Facciano quello che vogliono, questa storia è durata anche troppo. "Basta che sistemino quel buco".
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