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Il 15 ottobre si fermano i diesel euro 2, ma si accendono le caldaie a gasolio: intervista video a Carlo Monguzzi

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Del blocco dei diesel euro 2 ne abbiamo parlato a più riprese in questi giorni. Oggi il provvedimento entra ufficialmente in vigore, tra le proteste di molti inferociti lettori; proteste non placate nemmeno dalle novità annunciate da Regione Lombardia in tema di ecoincentivi.

Ma c'è un altro fattore legato allo smog che probabilmente incide in misura minore sulle abitudini di vita dei cittadini milanesi e tuttavia ugualmente rilevante per via dell'impatto ambientale che ha su una città come Milano. Stiamo parlando dell'inquinamento da caldaie a gasolio, uno di quei temi che si ripropongono puntalmente ogni anno quando scocca l'ora della riaccensione dei caloriferi.

Gli impianti di riscaldamento sono responsabili del 21 % delle emissioni di PM10 in città: una percentuale che raggiunge il 31% nei soli mesi invernali.

Il gasolio, con l’84% di emissioni di PM10 sul totale di quelle prodotte da tutti gli impianti termici, è il principale responsabile delle emissioni di particolato nel settore civile.

Fondamentale dunque tenere sotto controllo il proprio impianto di riscaldamento, sia esso autonomo o centralizzato. Il Comune di Milano ha diramato il seguente comunicato stampa, che noi pubblichiamo qui nella speranza di chiarire ogni dubbio in proposito.

"Nella stagione termica 2008-2009 sono stati effettuati 12.383 controlli, di cui 6.325 su impianti autonomi e 5.947 su quelli centralizzati e 111 del teleriscaldamento.

Sono state inoltre effettuate verifiche sul rispetto del limite delle temperature (20 gradi + 2 di tolleranza), di cui 25 su richiesta dei cittadini, e 100 a campione nei locali di pubblico esercizio e uffici.  
Per richiedere il controllo del limite della temperatura a casa propria è necessario compilare il modulo scaricabile dal sito www.comune.milano.it (alla voce “Ho bisogno di – controllo e manutenzione impianti termici”) oppure rivolgersi al numero 02-88454334 del Servizio Energia del Comune.

Il costo, pari a 60 euro, è a carico del richiedente solo nel caso in cui l’ispezione non accerti i valori massimi consentiti."

Per concludere vi proponiamo un'analisi del problema da parte di Carlo Monguzzi,  consigliere regionale dei Verdi. Ecco i due brani della nostra intervista.

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