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Influenza A, in Lombardia è in arrivo il vaccino: niente panico e attenzione all'igiene

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Ricapitolando: come informa il sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, l'11 giugno l'OMS ha ufficialmente dichiarato lo stato di pandemia da nuovo virus influenzale con passaggio alla fase 6 dei livelli di allerta pandemici, individuati dal Piano di preparazione e risposta alle pandemie influenzali.

Riguardo alla temutissima influenza A, lo stato di pandemia indica l'aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi paesi del mondo. L'OMS ha sempre sottolineato, però, il carattere "moderato" di questa pandemia. Come precisato dal Viceministro Ferruccio Fazio il massimo livello di allerta per la nuova influenza "non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus".

La calma, lo sostiene anche il sito del Corriere, è il primo step della profilassi.

Un po' di apprensione è comprensibile, il panico no. L'allerta deve scattare solo quando i sintomi sono: una febbre persistente superiore ai 38 gradi, la comparsa di disturbi respiratori come tosse e mancanza di fiato e altri sintomi di accompagnamento come disturbi gastro-intestinali quali nausea e dissenteria.

Superati ad oggi i 10000 casi in Italia (come riporta il sito di Repubblica) e arginata momentaneamente la psicosi collettiva con una capillare opera di informazione, in Lombardia è in arrivo finalmente il vaccino contro il virus H1n1.

Il sito del Corriere informa che la tanto attesa data è fissata a mercoledì e interpella a tale proposito Carlo Lucchina, direttore generale alla Sanità della Regione. "I vaccini – afferma Lucchina – arrivano in flusso continuo ogni 2 o 3 giorni. Con la prima fornitura potranno essere vaccinate circa 70000 persone".

La prima tranche di vaccinati, per ovvie ragioni tutelative dell'interesse generale, riguarderà gli operatori impiegati nei servizi essenziali (medici, infermieri, autisti di autobus, tassisti) e quindi tutti i lavoratori che si trovano a stretto contatto con il pubblico.

In Lombardia, quindi, i primi a sperimentare la profilassi saranno proprio i medici di medicina generale e il personale sanitario dei reparti di emergenza negli ospedali.

La seconda tranche, che prenderà il via il 21 dicembre, allargherà l'immunizzazione alle fasce a rischio comprese le donne in gravidanza a partire dal terzo mese di gestazione. Infine, la possibilità di vaccinarsi sarà estesa a tutti coloro che la richiederanno.

Nel frattempo l'attesa andrà impiegata mettendo in campo ragionevolezza, molta calma e soprattutto l'applicazione delle semplici misure fondamentali, elencate accuratamente sul sito della Croce Rossa Italiana, per ridurre al massimo le possibilità di contagio.

Ce lo ricorda, unendosi alle molteplici voci di prevenzione e di rassicurazione nazionale scese in campo per arginare fenomeni di allarmismo collettivo, anche Topo Gigio, il nuovo testimonial nazionale della campagna di prevenzione contro l'influenza suina.

Il topo più amato dai bambini e tanto adorato anche dai loro genitori quando erano piccini, ha spiegato a Libero News Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, apparirà su tv e giornali italiani e consiglierà le cinque regole per prevenire la malattia, che sono:

1) lavarsi spesso e bene le mani non solo con l'acqua, ma anche con il sapone;

2) coprirsi il naso e la bocca con un fazzoletto se si starnutisce; e buttare il fazzoletto nella spazzatura;

3) se ci si dimentica di lavare le mani, non toccare occhi, naso o bocca;

4) cambiare spesso l'aria in casa;

5) in caso di febbre, tosse o raffreddore, restare a casa e chiamare il medico di famiglia.

E, mentre già più di 4mila persone costrette a letto, soprattutto a causa degli sbalzi di temperature degli ultimi giorni, l'attenzione al virus H1n1 resta sempre altissima.

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