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La Lega Nord vuole la legge anti burqa: intervista a Sumaya Abdel Qader sulla questione del velo islamico

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Sumaya è una donna di 30 anni, italiana, nata a Perugia da immigrati giordano-palestinesi. Porta il velo, visto che è di religione musulmana. "To veil or not to veil", si chiede Sumaya nel suo libro uscito lo scorso anno, "Porto il velo, adoro i Queen", in cui racconta in modo ironico e divertente quanto sia 'difficile' per lei, e per molte altre ragazze, essere italiana e musulmana.

Abbiamo pensato di contattarla per discutere con lei della nuova proposta di legge della Lega Nord, la famigerata legge "anti-burqa". I veli islamici (che siano burqa, niqab o hijab) tornano alla ribalta spesso in occasione di drammatici fatti di cronaca. Proprio come adesso, dopo il terribile omicidio di Sanaa, la ragazza uccisa dal padre perchè troppo occidentale.

La ex parlamentare Daniela Santanchè aveva persino organizzato una protesta anti-velo fuori dalla Fabbrica del Vapore durante la festa di chiusura del Ramadan.

Abbiamo parlato con Sumaya della proposta di legge della Lega, che prevederebbe fino all'arresto in flagranza, reclusione fino a 2 anni e multa fino a 2mila euro per chi "in ragione della propria affiliazione religiosa" indossa in pubblico indumenti che rendono "impossibile o difficoltoso il riconoscimento".

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