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Altro che supermulte, cambia la mappa delle prostitute di Milano in base ai controlli della polizia

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Ottomila multe non hanno fermato la compravendita dei corpi femminili che sono tornati, dopo un breve periodo, a offrirsi in bella mostra sulle strade di Milano. Anzi, a giudicare dai dati riportati da Repubblica sembra quasi che le supermulte le abbiano prese più le lucciole (4.861 multe) che i clienti (1.215).

Basta fare un giro per le classiche vie della prostituzione milanese per accorgersi che hanno ragione i comitati dei residenti: l'attività non è stata per niente scoraggiata dalle nuove norme sul degrado applaudite nei mesi scorsi persino dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna

Su viale Sarca come segnala il quotidiano c'è una ragazza a pagamento ogni cento metri: per non farsi "beccare" spesso in gruppi di tre o quattro si raccolgono sotto le pensiline dei mezzi pubblici.

In viale Certosa invece sono tornati i viados e il "mercato" continua su via Salmoiraghi e via Monterosa, dove le donne si vedono all'ultimo secondo (foto Repubblica).

Offerta sempre diversa su tutto piazzale Lotto, dove si radunano le sudamericane 'sfrattate' dalla circonvallazione. Anche in zona Lodi la prostituzione si è solo spostata di qualche metro, da piazzale Trento a via Crema (dove si trovano i 'prostituti').

In viale Abruzzi vicino a piazzale Loreto spuntano le donne cinesi mentre in piazza Ascoli lavorano ragazze dell'Est e travestiti.

Idem in via Piccinni, via Monteverdi, via Sansovino. Situazione immutata anche in parco Ravizza.

Le prostitute invece sono sparite da via Lombroso, grazie ai pattugliamenti di militari e polizia. Infatti, come spiegano anche i residenti, le prostitute 'emigrano' verso le zone in cui ci sono meno controlli. E se prendono le multe non le pagano.

Quindi le multe sembra che non servano a niente.

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