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Case popolari: mentre continuano gli sgomberi è caos sugli alloggi di via Gallarate

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L'ultima contraddizione riguarda i prezzi dei 184 nuovi alloggi popolari del progetto 'Abitare' di Via Gallarate. Ne da notizia oggi il Corriere della Sera. Nel 2006 tale progetto venne approvato dalla giunta Albertini con una previsione di spesa di circa 1000 euro al mq.

Nel giro di tre anni, complici le variazioni di prezzo legate all'andamento del mercato, e le finiture di pregio scelte, raddoppiano i prezzi.

Il budget iniziale stimato dal Comune finisce per non bastare più, e ora che gli appartamenti sono pronti, ci si ritrova con un buco da 10 milioni di euro.

Chi si accollerà e con quali risorse le eccedenze di costo rispetto alle previsioni iniziali?

Difficile trovare una risposta convincente dall'assessore alla casa Giovanni Verga, il quale ha preferito lasciare la questione nelle mani dell'assessore al bilancio Bruno Simini, che a sua volta ha affermato di non avere sotto mano i conti.

Sta di fatto che ora gli alloggi di Via Gallarate ci sono e andrebbero assegnati. Ma anche su questo punto la giunta comunale non sembra avere le idee chiare, nonostante le parole di Verga, che in seguito alle vicissitudini delle scorse settimane, non più di due giorni fa si esprimeva così:

"Nel corso di questo mandato stiamo facendo ordine e chiarezza. L'ufficio assegnazione alloggi opera sulla base della graduatoria di edilizia residenziale pubblica.

Tutto è trasparente, ma se qualcuno avesse dubbi o sospetti, è lecito che faccia ogni tipo di controllo o,se lo ritiene opportuno, deve rivolgersi alla magistratura''

L'altra faccia della medaglia, quella più cupa e arrabbiata, sono gli abusivi di Via Lopez, Quarto Oggiaro. Venerdì sono saliti sul tetto dei loro fatiscenti palazzi per chiedere all'Aler di essere regolarizzati. A nulla è valso il tentativo di mediazione del consigliere comunale del PD Carmela Rozza, finito tra insulti e minacce.

Dal canto suo, il vice sindaco Riccardo De Corato ha promesso di mantenere la linea dura nei confronti di chi occupa irregolarmente, ma ripristinare la legalità dopo tanti anni di incuria e lassismo non è semplice. Questa mattina in via Aretusa un altro sgombero: colpito dal provvedimento un sudamericano di 39 anni.

A soffiare sul fuoco ci ha pensato il consigliere regionale della Lega Nord Davide Boni, secondo cui la Regione dovrebbe fissare un tetto del 20% all'assegnazione di alloggi popolari ai cittadini immigrati:

"In questo modo -afferma Boni- è possibile aiutare quei cittadini italiani che non riescono ad accedere a una casa popolare, poiché le case popolari sono state costruite attraverso i contributi che milanesi e lombardi hanno versato attraverso il proprio lavoro"

Per fare ordine ed avere un quadro completo del problema, nel maggio scorso avevamo incontrato Matteo Mauri, capogruppo del Partito Democratico in consiglio provinciale, ed ex assessore allo sviluppo delle aree metropolitane della giunta Penati.

Mauri ha seguito da vicino la questione del disagio abitativo a Milano e provincia. A lui abbiamo chiesto un'analisi e una possibile soluzione.

Trovate di seguito l'intervista.
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