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Sciopero medici e pediatri, ambulatori chiusi il 30 giugno e il 1 luglio

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Leggiamo in una news di ieri sera che la Commissione di garanzia aveva bloccato lo sciopero di 48 ore indetto da tutte le sigle sindacali di medici di famiglia e pediatri della Asl di Milano per protestare contro il mancato rinnovo da parte della Regione Lombardia dell'accordo su una serie di servizi aggiuntivi per le famiglie.

Abbiamo telefonato questa mattina alla Asl di Milano che ci ha confermato che lo sciopero c'è comunque, anche se non tutti i medici lo fanno. Medici e pediatri insomma sono sul piede di guerra. Lo sciopero è stato confermato dalle sigle sindacali Fimmg, Fimp, Simi, Smi, Snami.

Ugo Tamborini di Snami ieri spiegava sul Corriere che

"È inspiegabile l'atteggiamento della Regione che, nonostante il successo fra i medici e i cittadini dei risultati dell'accordo dello scorso anno, della minima spesa che esso ha comportato e di evidenti risparmi per la sanità lombarda, non solo ha bloccato dal 30 aprile il rinnovo dell'accordo ma non ha dato ai medici alcuna spiegazione, non presentandosi nemmeno all'incontro promosso dal prefetto di Milano"

Luisa Maria Nino di Fimp sottolineava che

"la spesa per questi servizi ammontava a non più di 8 milioni di euro, una goccia, il 2 per mille, nel mare di un bilancio regionale della sanità che è di oltre 3 miliardi"

Vediamo nel dettaglio i punti chiave dell'agitazione.

I pediatri protestano per il servizio di 'continuità assistenziale' nel weekend dato che di solito il pediatra di famiglia non lavora al sabato. Infatti, come spiegato sul Corriere, nell'aprile 2008 l'Asl ave­va fatto aprire nei giorni prefestivi una serie di ambulatori pe­diatrici.

Più precisamente si trattava degli ambulatori di corso Italia 52, via Che­rasco 7, via Stoppani 1/3, via Oglio 18 e piazza Bande Nere 3. Era la prima volta che avveniva una cosa del genere, ma a maggio il Pirellone aveva bloccato il progetto perché considera­to 'un fallimento'.

La Regione aveva fermato anche un altro servizio aggiuntivo, ovvero la possibilità di vaccinare contro l'influenza i bambini a rischio direttamente nello studio del pediatra.

I medici di base invece protestano per l'accordo con l'Asl di Milano per l'apertura di ambulatori di quartiere di sabato, con un servizio telefonico dalle 10 alle 11 e altri servizi, compresi quelli per i pazienti diabetici. La Regione, oltre all'apertura degli ambulatori, come spiega il Corriere ha cancellato progetti clinici come la gestione integrata del paziente diabetico e degli asmatici cronici, o la terapia con anticoagulanti orali per i malati cardiovascolari.

In questo modo la cura di questi pazienti tornerà a essere gestita dai servizi specialistici.

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