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Povertà, aumentano le famiglie a rischio: sotto accusa crisi economica e malattie

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Sono sempre più le famiglie che diventano povere a Milano. E aumentano coloro che si vedono costretti a dimezzare il consumo dei generi alimentari più costosi, se non a dover chiedere aiuto alle parrocchie e agli enti caritativi. In un solo anno c'è stato un aumento del 5% nelle richieste di assistenza: si parla di 315mila persone che ritirano pacchi di cibo e di abiti, oppure ricevono soldi per pagare le bollette o le rate del mutuo.

Queste 140mila famiglie lombarde in difficoltà corrispondono a circa il 3,5% della popolazione regionale. Ma sono ancora di più le famiglie che, non toccando la soglia della povertà, ce la fanno ad arrivare a fine mese solo 'stringendo la cinghia' e facendo molti sacrifici. A loro si aggiungono 46mila famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo o dei prestiti.

Sotto accusa la crisi economica iniziata a fine 2008 che ha portato molti cittadini verso condizioni economiche disagiate.

Sono state molte le ditte che hanno chiuso o hanno lasciato a casa il personale in cassaintegrazione: pensate che le ore di cassaintegrazione ordinaria autorizzate a febbraio 2009 sono cresciute del 450% rispetto al 2008. 

C'è sa segnalare che la produzione industriale è calata del 6% nell'ultimo trimestre del 2008 e si prevede che calerà ancora del 4%, con duri effetti sull'occupazione e quindi sul reddito delle famiglie.

Se si considera come soglia minima un reddito medio di 14.560 euro l'anno, come segnala il rapporto dell'Osservatorio regionale sull'Esclusione sociale, ben il 16% delle famiglie lombarde vi rimane sotto.

Di conseguenza gli enti no profit che aiutano chi non ce la fa devono far fronte a un aumento delle richieste: si va dalle famiglie che non possono fare figli per mancanza di mezzi fino ad anziani al limite della sussistenza, passando per donne e uomini soli, divorziati, persone licenziate e non ricollocabili fino ovviamente ai malati.

I due terzi di coloro che ricorrono agli aiuti delle associazioni sono per lo più immigrati e donne e il 60% sono sotto i 30 anni.

L'età media dei lombardi poveri invece è molto più alta.

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