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Expo 2015, pronto il piano B dopo i tagli dei finanziamenti: via la metrò 6, le vie d'acqua e i nuovi padiglioni

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Il terremoto d'Abruzzo è stato una vera e propria scure caduta sui finanziamenti previsti per Expo, con un unico risultati: un taglio radicale dei progetti previsti. Bossi (che cerca di fare spazio alla Lega con Carioni) e Tremonti sono al lavoro per studiare un "piano B" che salvi capra e cavoli e che ovviamente ribalterà tutti i piani fatti fino adesso.

Ecco i progetti che salteranno:

– la via d'acqua e i piroscafi sui Navigli

– la linea metropolitana M6

– i nuovi padiglioni che si dovevano costruire a fianco della Fiera Rho-Pero

Secondo il piano il miliardo investito per la preparazione dell'evento dovrebbe rientrare con gli affitti agli espositori e i biglietti venduti.

Ma la Moratti che dice?

Infatti questo piano alternativo sarebbe una vera e propria rivoluzione rispetto al progetto iniziale da lei a lungo sostenuto, tanto che dichiara

"Non è possibile, va contro il dossier presentato al Bie"

Il sindaco ieri era a colloquio a Roma a Palazzo Grazioli con il premier Silvio Berlusconi.

Ma il punto è: se Tremonti non invia i fondi Milano dovrà accettare il "piano B".

E il Bie?

Ecco appunto: come diceva già la Moratti che dirà il Bureau delle Esposizioni Universali? Infatti la condizione posta per la candidatura era proprio la costruzione di un nuovo sito. Il Bie potrebbe anche ritirare l'Expo a Milano. Con relativa penale.

Repubblica poi spiega che dei 4 miliardi preventivati come essenziali per costruire il nuovo sito:

– 1,2 servivano per costruire i padiglioni e il parco della nuova area espositiva

– 1,8 per le nuove infrastrutture di accessibilità (e di questi 870 milioni sono già stati cassati con la metrò 6), 530 non potranno resistere per la via d'acqua e la via di terra

Bisognerà trovare i 374 milioni per potenziare quello che c'è già.

Il resto del budget (circa 900 milioni) servivano per pagare i sei anni di preparazione e i sei mesi di apertura.

E dietro l'angolo ci sono ulteriori tagli su opere non direttamente collegate all'Expo, ma strategiche come le nuove autostrade, i metrò 4 e 5 e le ferrovie per Malpensa.

C'è poi un ultimo fattore da considerare: come la prenderanno coloro che avevano interesse a edificare nelle zone Expo?

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