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Piccole storie raccontate sui mezzi pubblici per smontare i Luoghi Comuni sugli immigrati: intervista a Flora Forte

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Non è facile arrivare in un posto sconosciuto, dove nessuno parla la tua lingua o banalmente, fa molto più fretto del tuo Paese. Alla V. ricorda che

"Pioveva, quando sono venuta qui. Nessuno mi aspettava. Sono venuta qui come una goccia che cade"

Alla è solo una dei protagonisti del progetto "Luoghi Comuni", la raccolta di istanti di vita da migrante a cura della fondazione Onlus Lettera27.

Un progetto per far riflettere e raccontare il rapporto tra migranti e Milano, in modo da mostrare un lato "diverso" dell'immigrazione, un lato lontano da zanzare, demagogia e posti separati in metrò (anche se si scherza).

I "luoghi comuni" spesso possono essere fuorvianti e cosa c'è di meglio dei mezzi pubblici per veicolare un messaggio importante?

La fondazione ha ideato una specie di mostra urbana, diffusa con poster in 16 stazioni della metropolitana milanese, su 75 vagoni della linea verde e 500 mezzi pubblici.

Come a modo suo ha sottolineato Matteo Salvini qualche giorno fa sui mezzi pubblici ci sono molti stranieri, ben il 25%. Lo scopo dell'iniziativa è suggerire pensieri su cui riflettere, per conoscere e perchè no, cambiare opinione. L'azienda dei trasporti è sempre attenta a queste tematiche visti anche i precedenti come Migrart.

E' però solo un inizio: c'è una casella di posta elettronica dove chiunque può spedire la sua storia.

Abbiamo incontrato Flora Forte, coordinatrice del progetto, alla quale abbiamo fatto alcune domande.

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