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Bambini digiuni perchè i genitori non pagano la mensa, la nostra intervista a Simona Villani, presidente del comitato dei genitori

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Leggere la notizia dei bambini di Pessano con Bornago che non possono mangiare in mensa perchè i loro genitori non pagano la retta ha sconcertato molti lettori. Per questo ci siamo messi in contatto con Simona Villani, presidente del comitato dei genitori dell'istituto com­prensivo Mauri che ci ha raccontato come stanno ad oggi le cose (fonte immagine).

Ci fa un breve riassunto della questione?

"Tutto è partito due mesi fa quando la società che gestisce il servizio mensa ha inviato una lettera in cui annunciava che avrebbe sospeso il servizio nei confronti dei bambini figli di genitori che non pagavano le rette. Abbiamo chiesto inizialmente una proroga di un mese e fortunatamente rispetto alla situazione iniziale molti si sono messi in regola. Ma dal 20 aprile ci sono una ventina di bambini che non possono mangiare"

Come avete risolto temporaneamente il problema?

"Alcuni bambini se possono vanno a casa a pranzare, mentre gli altri sarebbero costretti a digiunare se le insegnanti non avessero deciso di rinunciare ai loro pasti per farli mangiare a loro.

I maestri e le maestre si portano panini da casa. Però la situazione così non può ovviamente durare a lungo."

Cosa avete deciso di fare?

"Abbiamo scritto una lettera al Comune che sta cercando di recuperare la situazione, ma è sbagliato colpire i minori. C'è una situazione pregressa molto pesante da parte del Comune. Questa sera ci sarà un consiglio comunale e come genitori abbiamo organizzato una protesta silenziosa. Sono colpevoli i genitori che non pagano, non i bambini."

Immagino che sia molto più difficile gestire la situazione visto che ci sono in mezzo dei minori.

"Sì, infatti non puoi andar lì da un bambino piccolo e dire 'Tu non puoi mangiare perchè i tuoi genitori non pagano la retta'. Soprattutto a fianco a un bambino che invece mangia."

Voi conoscete le famiglie dei bambini "morosi"?

"No, per la legge sulla provacy non abbiamo l'elenco delle famiglie. Ma sappiamo che sono per lo più stranieri o rom che vivono in un campo stanziale che c'è qui a Pessano.

Il problema è che non essendo residenti non possono ad esempio essere seguiti dai servizi sociali: mi sembra un cavillo burocratico assurdo. I bambini, soprattutto quelli provenienti dalle situazioni più disagiate devono andare a scuola. La scuola offre loro un'opportunità."

Immagino sia difficile ad esempio andare in un campo rom a parlare con i genitori che non pagano le terre.

"E' difficile parlare con i genitori che sono in questa situazione.

Però ripeto: l'infanzia va sempre protetta, indipendentemente dalla provenienza dei bambini. Noi condanniamo i genitori che non pagano la retta, sia chiaro. Però se qualcuno non può pagare dovrebbero intervenire i servizi sociali."

Voi del comitato pensate di organizzare collette o raccolte di fondi?

"Lo facciamo ogni anno: raccogliamo fondi che poi vanno alla scuola, per l'acquisto di materiale o per le attività. Ma siamo pronti a tutto."

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