×

Intervista a Davide Boni della Lega sulla legge anti-kebab, dilaga la protesta su Facebook

Condividi su Facebook

Su Facebook sono tutti impazziti per la nuova legge della Lega ribattezzata "anti-kebab". Sia perchè sono molti i sostenitori del panino arabo ripieno di carne arrosto e verdure, sia perchè non si capiscono bene le limitazioni della nuova normativa.

Sotto accusa il punto secondo cui "sarà vietato consumare cibi sui marciapiedi fuori dai locali". Blogosfere Politica e Società ha intervistato Daniele Belotti della Lega.

Consiglieri comunali e regionali di centrosinistra hanno già organizzato alle 12.30 di oggi in via Borsieri il "gelato e kebab disobbediente" e dal Consiglio regionale arrivano alcune precisazioni come segnala il Corriere:

"la legge non vieta di mangiare gelati, brioche, kebab o pizze davanti ai negozi, ma vieta ai laboratori artigianali di disporre sul marciapiede arredi esterni come tavolini e ombrelloni.

Si precisa inoltre che le multe per inosservanza (dai 150 ai 1000 euro) non saranno applicate ai clienti, bensì agli esercenti"

Fiuuuu…pericolo scampato. Su Facebook sono già stati creati dei gruppi chiamati ad esempio "No alla legge anti-kebab della Regione Lombardia. Disobbedienza alimentare" o "IO MANGIO PER STRADA".

Alcuni dei commenti rappresentano la paura dei giovani per queste norme, vissute come limitazioni: ne riportiamo un paio

E' un peccato che quella che un tempo era la grande e civilissima Milano oggi si trovi ad essere governata da imbecilli che, invece di pensare a problemi seri (che si dice per l'Expo 2015?), si prodiga a vietare tout court uno degli svaghi più semplici ed appaganti che la vita ci offre: prendere un gealto o un trancio di pizza chiacchierando in strada con gli amici.

Mi rendo conto che la lega e i suoi elettori battano cassa in consiglio comunale ma questo servilismo da parte di chi ha avuto la maggioranza dei consensi è vergognoso. Fossi in voi mi peoccuperei seriamente.

la cosa sconvolgente nn è ke riguarda solo i kebab…ma qualsiasi locale ke da cibo durante la notte….quindi compresi anke briosciari..paninari…ecc ecc..quindi qualsiasi luogo d ritrovo post locale….ed è assurdo!!!!nn possono vietare alle persone di riunirsi x smangiucchiare qualcosa e soprattutto in questo modo stanno condannando alla kiusura quei piccoli negozietti ke nn hanno un posto dove poter accogliere i clienti ma vendono brioches,pizzette,panini..ecc buonissimi da un sacco d anni!!!!

Ma c'è chi difende la norma

vorrei sapere quanti di voi abitano vicino ad un kebab aperto fino alle 2 di notte.

Io purtroppo ne ho uno di fronte al Frida in zona Isola. Il risultato è che da mercoledì a sabato fino alle 2-3 di notte c'è gente che beve e lascia bottiglie di vetro integre o rotte per strada. Alle 5,30 del sabato arrivano i mercatari che montano le loro bancarelle insultandosi per le loro questioni. Ora, il problema non sono i kebab, le pizzerie, i bar, la musica dal vivo, il mercato: il problema è che il rispetto della libertà altrui è un optional non compreso nella quotidianità

Quindi il vero problema, riconosciuto quasi universalmente, è la maleducazione dilagante.

Qualcuno sul Facebook di Davide Boni, Assessore al Territorio e Urbanistica della Regione, osserva "domanda… non era meglio far fare dei controlli a tappeto dai nas? tre quarti dei kebabbari avrebbero chiuso. comunque la legge per quello che si sente dai media non è per nulla chiara…attendiamo lumi!!!"

E noi i lumi li abbiamo chiesti proprio a lui

Assessore, in cosa consiste l'ordinanza e perchè è stata fatta?

"La legge che disciplina la vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti di propria produzione, finalizzati al consumo immediato, va di fatto a colmare un vuoto normativo, che non solo elimina le disparità tra attività commerciali e artigianali ma nel contempo fissa anche gli orari di apertura e di chiusura, evitando che attorno a questi negozi si vengano a creare, anche fino a tarda notte, assembramenti di persone che generano problemi di ordine pubblico e di sicurezza per i cittadini"

A Roma era stata fatta un'ordinanza simile, ma di fronte alle proteste era stata fatta marcia indietro.

"Credo che se la Regione Lombardia sia arrivata a formulare una normativa di questo genere, è perché il territorio sentiva l’esigenza di avere regole certe. Come accade di solito, siamo consapevoli che qualche protesta ci sarà, ma su questo punto non intendiamo fare alcuna marcia indietro"

Oltre agli orari, nell'ordinanza ci sarebbe il divieto di consumazione fuori dal locale. Visto che tra i locali "da asporto"  rientrano anche ad esempio le gelaterie non sarà più possibile mangiarsi un gelato fuori dalla gelateria? Monguzzi ha citato anche l'esempio di Luini, dietro al Duomo, dove si ritrovano moltissime persone che mangiano all'esterno seduti sul marciapiede, non è una soluzione un po' restrittiva?

"Penso che la possibilità data ai Comuni di attuare eventuali e motivate deroghe alla normativa sia di fatto finalizzata a non mettere in crisi, per esempio, le aree turistiche o quegli esercizi che attualmente non creano danno a nessuno. Di certo l’obiettivo non è assolutamente quello di punire quelle attività che fino ad oggi non hanno creato alcun problema alla cittadinanza. Per questo i comuni, che conoscono perfettamente il proprio territorio, giocheranno un ruolo importante, senza comunque snaturare il fine stesso della nuova legge"

Non è che per colpire un comportamento "fastidioso" per i residenti (immagino per le persone che stanno fuori dai kebab e parlano fino a tarda notte) si rischiano di colpire anche i cittadini che "vivono" la vita notturna della città?

"Non si sta limitando alcun diritto e non c'è neppure nessun coprifuoco. Credo che creare delle condizioni di maggiore sicurezza attorno a queste attività vada a favore non solo dei residenti ma degli stessi clienti, che troveranno un luogo maggiormente ordinato e pulito, con una migliore attenzione da un punto di vista della qualità del prodotto consumato, delle condizioni igienico-sanitarie e della sicurezza"

Spesso Milano è finita nell'occhio del ciclone per i troppi divieti e per i continui problemi tra i residenti (mal tolleranti nei confronti della vita notturna in generale per comprensibili motivi) e chi "si vuole divertire": tutte queste ordinanze non potrebbero essere un problema in vista di Expo 2015?

"Divertirsi non significa fare schiamazzi e creare problemi di ordine pubblico ad un intero quartiere. Credo che, soprattutto in vista di un'esposizione fieristica di queste dimensioni, sia importante evitare che kebab e negozi artigianali di vario tipo, continuino ad operare senza alcun tipo di regole. Una città ordinata è quindi maggiormente in grado di accogliere persone provenienti da ogni Paese del mondo"

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche