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Nuovi scenari di crisi tra il terremoto in Abruzzo e i futuri flussi migratori

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Il terremoto che ha colpito l'Abruzzo nei giorni scorsi è arrivato fino in Brianza (foto Corriere). Secondo un'analisi della Camera di Commercio di Monza oltre 200 aziende in provincia de L'Aquila che hanno casa madre qui in Lombardia sono state costrette a sospendere l'attività a causa del terremoto.

Si parla di un giro d'affari di 12 milioni dieuro.

Per cui la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha provveduto a stanziare 100 mila euro per far ripartire le imprese come spiega il presidente Carlo Edoardo Valli

"Abbiamo voluto dare un contributo concreto ed immediato, per far fronte all'oggi e pensare al dopo. E' destinato in particolare alle piccole medie imprese che, considerato anche l'attuale periodo di difficoltà internazionale, si troveranno a ripartire da una situazione davvero critica"

Infatti la crisi di cui si parla insistentemente da mesi non è mica sparita.

Anzi, continua ad avanzare inesorabile, tanto che come riporta il Corriere, alcuni manager, messi di fronte alla necessità di tagli, hanno preferito andarsene per non lasciare a casa i propri dipendenti. E i tagli non si fanno solo ai posti di lavoro, ma anche agli stipendi.

I manager puntano il dito anche sulla crisi di Malpensa (diventata una "cattedrale nel deserto") e sull'anno di ritardi di Expo, che insieme hanno portato loro innumerevoli danni che vanno a sommarsi a quelli della crisi economica mondiale.

Scendendo al livello dei dipendenti invece se prima erano gli operai quelli che accusavano il colpo più duro ora la crisi mette a dura prova anche gli impiegati. Da quelli di livello basso a quelli di livello alto (che ovviamente costano molto di più e vengono tagliati per primi).

C'è poi un altro problema: molte ditte, data la crisi, preferiscono spostarsi e quindi diminuiscono gli investimenti sul territorio come segnala anche Repubblica.

I settori in cui la cassa integrazione si è impennata sono industria, commercio e edilizia.

Tutto questo scenario porta a una conseguenza possibile: se le aziende sono in crisi c'è meno lavoro e quindi Milano potrebbe diventare di nuovo una capitale dell'immigrazione perchè comunque la grande città sembra offrire sempre molte più risorse rispetto ai piccoli centri.

Per cui la Camera di Commercio di Milano prevede un nuovo boom dell'immigrazione. Da Sud a Nord ma anche dai Paesi in via di sviluppo: perchè se da noi c'è la crisi, nei Paesi più poveri le cose vanno sempre peggio.

E gli aiuti dai Paesi industrializzati subi­scono tagli drastici. Quindi la gente si sposta qui nella speranza di un lavoro (e nel caso degli extracomunitari nella speranza di un impiego stabile che permetta di ottenere il permesso di soggiorno).

In parole povere: anche se siamo nel bel mezzo della crisi, siamo comunque messi meglio rispetto a molti altri Paesi.

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