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Nomine illegittime in Regione, terremoto al Pirellone per 32 posti di dirigente

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Dopo le nomine d'oro in Comune arrivano quelle illegittime in Regione: Repubblica fa il resoconto di tre anni di contenzioso (passati dal Tar al Consiglio di Stato) terminati in una sentenza definitiva che stabilisce che "32 nomine a dirigenti di direzioni centrali e assessorati, alcune di primissimo piano, sono state dichiarate illegittime".

Questo perché il bando del concorso che ha portato alle nomine nel 2006 non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ma solo su Burl (Bollettino ufficiale della Lombardia). Il Tar a gennaio 2008 aveva accolto il ricorso di un cittadino che non ha potuto partecipare al concorso perché non ne era a conoscenza.

Infatti la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei bandi serve a "rendere effettivo un diritto politico espressamente garantito dalla Costituzione a tutti i cittadini" visto che "tutti i cittadini di entrambi i sessi possono accedere agli uffici pubblici".

Puntualissima la replica del Pirellone

"Si tratta di un semplice errore di forma: l'informazione ha funzionato, visto che furono presentate 878 domande, 50 da fuori regione, due dall'estero. La mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale non mette in discussione nomine e lavoro dei dirigenti. La decisione del Consiglio di Stato è oggetto di approfondimento da parte dei nostri uffici giuridici e la giunta garantirà comunque la regolare funzionalità dell'apparato regionale"

Sono 32 le nomine sotto accusa.

E se sono illegittime di conseguenza tutti gli atti e le delibere eventualmente deliberati possono essere impugnati. Si può anche chiedere la decadenza dei dirigenti in servizio.

La Regione avrebbe potuto evitare questo problema: infatti alcuni cittadini, dopo aver saputo del bando avevano chiesto la riapertura dei termini. Ma era stato dato lo stesso il via gli scritti.

L'avvocato di coloro che hanno fatto ricorso Aldo Lopez spiega

"Potrebbero essere tutti annullabili da cittadini che ne hanno interesse chi ha firmato lo ha fatto sulla base di un potere ottenuto da un atto viziato dal principio"

Come riportato da Repubblica alcuni dei nomi fatti sono quelli di Marco Pilloni (è segretario di giunta: firma ogni atto prodotto dal governo Formigoni), Marco Carabelli (direttore centrale della Direzione programmazione integrata, snodo della Ragioneria e delle finanze regionali), Giacomo Boscagli (figlio dell'assessore alla Famiglia e alla Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, cognato del governatore Roberto Formigoni, assunto da dirigente e inserito nella struttura Ragioneria e credito della Direzione centrale programmazione integrata).

Molti dirigenti sono stati anche indicati come vicini a Comunione e Liberazione.

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