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Paolo Glisenti vuota il sacco sulle sue dimissioni in un'intervista a L'Espresso: colpa delle pressioni politiche

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Paolo Glisenti non ci stava. All'indomani delle sue dimissioni spuntano alcuni retroscena sulbraccio destro di Letizia Moratti. Retroscena raccontati da Affaritaliani che fa riferimento a una intervista al settimanale L'Espresso.

Glisenti vuota il sacco e racconta i motivi che hanno portato alla sue dimissioni dai vertici della società di gestione di Expo 2015.

A quanto pare volevano tirar dentro anche lui nel meccanismo dello spoils system (i cosiddetti "incarichi d'oro") per il quale la Moratti è stata condannata a pagare 78mila 712 euro.

In quel caso si trattava delle nomine nel Comune, qui invece si tratta delle nomine Expo. Ma la sostanza è sempre quella

"Mi è stato chiesto se ero disposto ad accettare per tre-quattro posizioni chiave alcuni candidati segnalati dalla politica. Ho risposto che non avevo pregiudiziali, a patto che la scelta avvenisse in base al curriculum.

Mi è stato detto di no. A quel punto, ho incontrato il sindaco e le ho fatto presente che erano venute meno le condizioni del modello organizzativo che avevamo scelto"

Poi la Moratti ha incontrato il premier ad Arcore

"Da lì partono le richieste di rinunciare alla mia candidatura e di modificare il perimetro delle attività della Expo Spa, con le opere per la viabilità, la nuova metropolitana e altre infrastrutture di accesso al sito che verranno affidate al Tavolo Lombardia presieduto da Formigoni"

Le infrastrutture secondo Glisenti riceveranno un aiuto sostanzioso da Expo

"Formigoni ha affermato che nell'ultimo anno l'Expo è andato avanti nelle infrastrutture, mentre si è fermato sul resto.

In realtà di queste opere si parla senza risultati da 25 anni e l'Expo sarà determinante per averle"

Ma ci sono speranze per la buona riuscita dell'evento?

"Credo ancora che possa essere un successo, se verranno rispettate le condizioni che avevamo previsto. Ovviamente con la recessione si sono verificati cambiamenti di scenario che, come avevo proposto al consiglio di amministrazione di Expo Spa, impongono una verifica di alcune ipotesi di base"

Ci sono due cose che andranno tenute presenti secondo Glisenti:

crollo dei flussi turistici mondiali

minori capitali privati

Però sarebbe "grave parlare di ridimensionamento dell'Expo.

Assumere un atteggiamento rinunciatario è sbagliato. Se passa l'idea di un' Expo di 'serie B', c'è il rischio di rendere l'evento meno attraente per il pubblico: la manifestazione puo' avvitarsi su se stessa e fallire".

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