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Operazione trasparenza del ministro Brunetta sugli stipendi dei manager d'oro, moltissimi sono a Milano

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Mentre si polemizza sul doppio stipendio di Lucio Stanca il quotidiano Repubblica ha pubblicato un articolo che "sa" dei quadri scolastici di fine anno, quando vengono appesi, visibili a tutti, i risultati di ognuno e si va a "sbirciare" quanto hanno preso gli altri.

Autore delle 714 pagine che raccolgono gli stipendi d'oro di molti manager il ministro Renato Brunetta. E, sorpresa sorpresa, molti manager aurei sono a Milano. Vengono raccolte società, consorzi e agenzie di servizi (come luce, acqua, gas, trasporti, sport, ristorazione, mercati ortofrutticoli, farmacie, edilizia popolare, formazione al lavoro). Alcuni esempi sono A2A, Atm, Mm e Sea.

Trattasi di "Operazione trasparenza", ma forse ci vorrebbe un altro nome.

Ecco qui alcuni degli stipendi lordi e annuali ripresi da Repubblica

Giuseppe Bonomi (avvocato amministrativista, leghista di Varese), lo scorso gennaio ha assunto se stesso come direttore generale, per "sfuggire alla Finanziaria 2007 che fissava all'80% del compenso del sindaco la retribuzione dei manager degli enti locali.

Così i suoi 87mila 593 euro sono lievitati prima per effetto dei bonus da amministratore delegato e ora grazie al lavoro dipendente".

Il suo vicepresidente di An, Lino Girometta guadagna 76mila 644 euro. Anche in Aler ricopre l'incarico di vicepresidente.

Giuliano Zuccoli, presidente del consiglio di gestione di A2A, grazie alla somma degli incarichi sfiora il milione e mezzo di euro. Altri due manager di A2A superano il mezzo milione.

Elio Catania come presidente di Atm prende meno di 90mila euro, ma con i bonus arriva a guadagnare 480mila euro.

Massimo Di Marco tra le società controllate dal Comune e quelle della Provincia e il ruolo di amministratore delegato di Milano-Serravalle prende 295mila euro l'anno.

L'ingegnere Giampio Bracchi si accaparra 85mila euro mentre l'avvocato Paolo Manzato (presidente di Asam) si aggiudica 89mila 344 di Manzato.

Daniela Gasparini (ex assessore provinciale del Pd) guadagna 75mila euro per il suo lavoro a Milano Metropoli, l'agenzia per la promozione e lo sviluppo sostenibile dell'area metropolitana milanese (ma fa sapere che nel 2009 saranno ridotti a 69mila).

Quelli di Mm rilevano che i dati trasmessi dal Comune sono vecchi visto che già nel 2008 i consiglieri non superavano i 27mila 372 euro (al ministero risultano consiglieri delegati a 42.372 euro l'anno).

A Gianfranco Baldassarre, consigliere comunale di Forza Italia, dal cda del Cimep (Consorzio intercomunale milanese per l'edilizia milanese) arrivano 21mila 898 euro, ma pare ne prenda la metà. Idem per il vicepresidente Paolo Massari, con (la metà di) 32mila 215 euro.

Il presidente Franco Cazzaniga invece ne percepisce 53mila 60 (20mila euro per fare il consigliere a Milano Ristorazione, oltre 37mila all'Ato).

Ma in questo balletto di numeri forse non dobbiamo stupirci più di tanto perchè, come spiega Simona Colzani, consigliere di Idra Patrimonio (14mila euro) "abbiamo molte responsabilità, anche penali".

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