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Convegno di Forza Nuova, una Milano blindata e in allarme ma nessuno scontro tra gli estremisti

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Dopo una breve incursione alla Stramilano ieri pomeriggio c'è stato il grande happening culturale antifascista in contrasto con il convegno che Forza Nuova aveva convocato per ieri 5 aprile all'Hotel dei Cavalieri dopo che il Palazzo delle Stelline aveva disdetto la propria disponibilità (foto Corriere).

Fino all'ultimo si sono temute situazioni come quelle successe a Bergamo in occasione dell'apertura di una sede di Forza Nuova qualche settimana fa, o come quelle dell'apertura di Cuore Nero o addirittura un nuovo "11 marzo 2006". Si temeva che le frange più estremiste di entrambe le fazioni avrebbero potuto dar vita a scontri e tafferugli. Soprattutto in occasione degli annunciati presidi di Forza Nuova, annunciati alla Basilica di S.

Ambrogio (poi annullato) e Piazza Affari (entrambi non autorizzati).

La Moratti aveva deciso di non vietare il raduno in nome della libertà di espressione nonostante le pressioni di Penati. Fortunatamente, complice forse la pioggia che ha "raffreddato i bollenti spiriti" non è successo nulla. E lei ha commentato

"Per fortuna è andato tutto bene, grazie alle forze dell'ordine: era impossibile non permettere questa manifestazione, manifestare le proprie idee è garantito dalla Costituzione"

Filippo Penati ha sottolineato che

"Milano ha saputo isolare l´estrema destra, scegliendo di essere da un'altra parte"

La città è stata praticamente blindata tutto il pomeriggio da un migliaio di uomini tra polizia, carabinieri e vigili, camionette, elicotteri.

La zona esterna all'albergo era off limits, tranne per residenti, giornalisti (che per entrare in albergo hanno dovuto pagare 30 euro) e militanti di Forza Nuova. Dall'altra parte in piazza della Scala c'è stato l'annunciato happening culturale antifascista (trovate qualche foto su Indymedia qui e qui). Qualche ora prima erano state poste corone in memoria dei caduti del nazifascismo.

I militanti erano stati invitati a tenere un profilo bassissimo (niente slogan e altro, per dare spazio ai contenuti).

All'arrivo di Roberto Fiore qualche "camerata" ha provato a salutarlo con il braccio teso (come hanno anche ripreso fotografi e cameramen) ma il servizio d'ordine li ha subito bloccati. Presente anche padre Giulio Tam che in sala ha accennato un saluto romano.

Ne sono arrivati qualche centinaio, tra i venti e trent'anni come riporta Repubblica, e sono arrivati in piazza Missori sugli autobus del servizio speciale dell'Atm, scortati da agenti in assetto antisommossa come fossero ultras.

Oltre un migliaio invece erano gli esponenti che esprimevano il loro dissenso in piazza della Scala. Ma nonostante sia andato tutto bene qualcuno ha espresso delusione anche per come è stata gestita la manifestazione di opposizione, un po' "noiosa".

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