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Nuovo caso di lebbra a Milano, è il secondo in dieci giorni

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In tutta la Lombardia, dal 2000 al 2007, ci sono stati 16 casi di lebbra. Da dieci giorni a questa parte sono già due con quello scoperto all'ospedale San Paolo: il malato è un clandestino egiziano di 30 anni che vive in un appartamento di Milano con alcuni cugini.

L'uomo si era prima rivolto all'ambulatorio di via Di Rudinì che è dedicato agli immigrati e poi è stato mandato al reparto di Dermatologia del San Paolo. La tipologia come riporta il Corriere è la lepromatosa, una delle più contagiose, ma Silvano Menni, capo della Dermatologia, cerca di tranquillizzare

"Anche se il rischio di ammalarsi resta modesto. La trasmissione può avvenire per via aerea solo con una vicinanza prolungata con l'ammalato. Il giovane aveva placche cutanee in varie parti del corpo.

Di qui, i primi sospetti. La biopsia cutanea li ha subito confermati"

Quindi a rischio sono i familiari (foto Panorama).

Sopo pochi giorni fa a Cinisello Balsamo è stata scoperta una donna cingalese malata di lebbra che ha lavorato per tre anni per una famiglia come colf. E' arrivata in Italia nel 2006 e ha iniziato a insospettirsi quando ha visto alcuni sintomi sulla pelle (va considerato che l'80% dei nuovi malati si concentra in India, Brasile, Bangladesh, Indonesia e Birmania).

L'anno scorso c'erano stati altri due casi nella nostra città.

Luigi Macchi, responsabile dell'Unità organizzativa di prevenzione e tutela sanitaria di via Pola, invita a non creare allarmismi inutili

"Le statistiche saranno da esaminare a fine anno: al momento noi riscontriamo un andamento solo sporadico della lebbra"

Enrico Nunzi, del Centro nazionale di riferimento per la Lebbra a Genova spiega che

"Più del 95% delle persone infettate non si ammala.

È sbagliato scatenare il panico e ghettizzare gli extracomunitari"

Questa malattia però ha un periodo di incubazione molto lungo, in media fino a 5 anni. Viene però da pensare una cosa: se i medici, come si è discusso nelle ultime settimane, potranno denunciare i clandestini, se uno di loro so scopre malato magari deciderà di non rivolgersi alle strutture ospedaliere per non essere scoperto e potrebbero ripetersi casi come quello di Bari, dove una prositututa è morta di Tbc per non essersi curata.

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