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La "guerra" della movida, in arrivo le nuove regole anti-rumore del Comune

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E' una questione dannatamente complicata. Non si sa bene da che parte stare oggettivamente. Da un lato, nell'annosa questione del "rumore" della movida che periodicamente torna a occupare la pagine della cronaca meneghina (specialmente con l'arrivo della bella stagione), si pensa ai residenti.

Che poverini, hanno anche ragione: anche a me darebbe fastidio se la gente chiassosa e/o sbronza stazionasse sotto le mie finestre fino a tarda notte impedendomi di dormire.

Ma dall'altro lato mi metto nei panni dei "movidaioli". Andare in giro con le pattine ai piedi o con le lavagnette per comunicare senza aprire bocca pare un po' improbabile. Idem per i gestori, d'altronde devono pur campare in qualche modo.

A dir il vero in generale sembra che la città sia diventata decisamente intollerante: è diventata così tutta di botto oppure è la situazione che è diventata ingestibile?

Ingestibile per i padroni dei locali, ingestibile per i residenti ma ingestibile anche per l'amministrazione che non sa più oggettivamente che pesci pigliare.

Intanto per il momento ha deciso delle nuove regole per evitare proteste ed esposti. Si parla di un piano di "azzonamento acustico".

Anche perchè non solo solo locali e discoteche a creare problemi, ma anche strade ad alto scorrimento, traffico (solo in città i punti critici sono 174) autostrade, reti ferroviarie e i binari dei tram. 

Il Comune ha disegnato una mappa che prevede sei classi e stabilisce per ogni zona di Milano quale possa essere il livello massimo di rumore. Edoardo Croci spiega

"È uno strumento fondamentale che condizionerà lo sviluppo urbanistico del futuro e garantirà ai cittadini un livello di rumore compatibile con una migliore qualità della vita.

Dopo uno studio richiediamo alle Ferrovie interventi specifici, come i pannelli fonoassorbenti, e soluzioni innovative come un tunnel trasparente che abbatte il rumore dei treni nelle zone più esposte. Sulla base di questo piano si dovranno fare obbligatoriamente interventi di risanamento dove sono necessari, ma allo stesso tempo si interverrà da subito per il controllo nelle zone in via di sviluppo, come le grandi riqualificazioni urbanistiche, da Citylife a Porta Nuova"

In linea di massima:

– intorno a parchi, ospedali, scuole e residenze per anziani i livelli di rumore dovranno essere bassi, ovvero non più di 50 decibel di giorno e 40 di notte

– nelle aree industriali il limite sarà di 70 decibel

Inoltre sarà siglato un accordo con l'associazione dei gestori dei locali Silb-Epam.

Sono previsti limiti per la musica e interventi per evitare che gli impianti disturbino i residenti.

Continua Croci

"I locali notturni sono una risorsa per la città e non vogliamo in alcun modo penalizzarli ma con le nuove regole abbiamo spostato la logica del discorso sulla prevenzione e la collaborazione. Lo stesso sta avvenendo per un protocollo che valga tutto l'anno: è iniziato dai Navigli, è stato utilizzato alle colonne di San Lorenzo e ora stiamo lavorando per l'Arco della Pace"

I residenti del comitato La Cittadella spiegano a Repubblica

"La nostra richiesta è che siano fatte rispettare le ordinanze anti-degrado, con decisione e senza sconti. E per questo chiediamo la linea dura: ogni tre multe che un locale piglia, ovviamente per infrazioni serie e di un certo tipo, come mancata insonorizzazione, gli si ritira la licenza. Il Comune e la pubblica amministrazione prendano coscienza della zonizzazione acustica, i locali puliscano meglio tutto quello che i loro clienti abbandonano per strada, in primis bottiglie. Con la logica del bastone e della carota: si ritirino le licenze a chi non rispetta le regole e si premi chi le rispetta le regole"

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