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La Croce Rosa Celeste cerca nuovi volontari, l'intervista al presidente Riccardo Borlenghi

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Per fortuna che ci sono loro, le associazioni di volontariato, che spesso svolgono un lavoro preziosissimo senza ricevere nessun introito di tipo economico. Si è parlato tanto nei mesi scorsi di solidarietà e del fatto che Milano sembra aver perso il suo "coer in man".

La Croce Rosa Celeste, fondata nel 1960, è un'associazione umanitaria e filantropica che opera sotto l'egida del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani. E adesso cercano volontari. Sì perchè con gli anni si registra via via un calo delle persone che decidono di dedicare il proprio tempo libero agli altri.

Ne abbiamo parlato con il presidente Riccardo Borlenghi

Una breve storia della vostra associazione

Siamo partiti negli anni '60 dal Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani per soccorrere i bambini infortunati ed ammalati (non per niente la loro sede è presso l'Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi in via Castelvetro 32 n.d.r.).

Poi con il tempo, anche grazie a richieste da parte delle istituzioni, abbiamo iniziato anche a occuparci degli adulti. La nostra associazione è apolitica e si basa sul principio della solidarietà, su una tradizione di tipo scout.

Quanti volontari avete e come mai siete alla ricerca di nuove persone che vi diano una mano?

Adesso siamo circa 300 volontari. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crisi del volontariato. Ci sono molte meno domande di richiesta di ingresso nella nostra associazione.

Anche perchè, dobbiamo dire la verità, con il tempo viene richiesta sempre più specializzazione quindi capita che qualcuno "si spaventi" davanti ai corsi da frequentare, che sono uno da 40 e uno da 80 ore, e davanti agli esami che vanno sostenuti di fronte a una commissione. Penso in modo particolare agli studenti. Negli anni scorsi erano loro che dedicavano più tempo alle nostre attività. Penso che magari, visto che già studiano, non "vogliono" studiare ancora.

E dire che loro sarebbero più portati, anche perchè non hanno responsabilità di lavoro e famiglia.

Come mai i giovani si dedicano sempre meno alle attività di volontariato secondo lei?

Innanzitutto se ne parla sempre di meno. Una volta c'erano molte più campagne pubblicitarie per il volontariato, mentre oggi non c'è molta attenzione non solo su di noi, ma anche sulle altre associazioni. Stiamo attraversando un momento di crisi in cui purtroppo spesso viene meno il desiderio di dedicarsi agli altri.

E comunque siamo una città che corre troppo.

Proprio in questi mesi si è parlato molto di "perdita della solidarietà", di una Milano che non sa più ascoltare i bisogni del prossimo meno fortunato

In parte è vero. C'è molto meno senso civico rispetto a una volta. Le città diventano sempre più egoiste, sembra che se hai un problema nessuno se ne accorge.Proprio per questo bisogna fare i volontari. Noi con l'ambulanza arriviamo sempre per primi quando c'è qualche problema e ci accorgiamo subito di quello che sta succedendo. Per i ragazzi penso che sia molto importante fare esperienze di volontariato per conoscere la realtà che spesso è vista in modo "virtuale". Bisogna invece toccare con mano il degrado della città, che spesso non si vede a uno sguardo superficiale. Forse i ragazzi hanno paura di affrontare i veri problemi del mondo.

Quali sono i requisiti che deve avere un "buon volontario"?

Richiediamo innanzitutto che i candidati siano maggiorenni e in buona salute. Serve poi una grandissima serietà perchè facendo i volontari si assumono grosse responsabilità. Si abbandonano i "diritti" e si acquistano tanti "doveri". Io ho appena festeggiato i 25 anni di servizio e posso dire con certezza che ho ricevuto molto di più di quello che ho dato. Vale la pena di provarci.
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