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Gli scali ferroviari dismessi avranno nuova vita: nelle aree recuperate saranno costruite nuove strutture

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L'area in foto è lo scalo Farini, come potete vedere è davvero molto esteso. In futuro questa grande area ferroviaria (che va dal nuovo quartiere di Porta Nuova al ponte della Ghisolfa) sarà recuperata: 545mila metri quadrati che saranno destinati a nuovi progetti edilizi.

Dalle aree si recupereranno anche circa 800 milioni di euro che saranno investiti in nuove stazioni e frequenze ferroviarie.

Ma ce ne sono altri 7 di scali dismessi che saranno recuperati, da Porta Genova a Rogoredo, da Lambrate a Porta Romana. Scopo è ospitare 25mila nuovi abitanti entro il 2015.

Porta Genova (la stazione chiuderà) diventerebbe una continuazione della Zona Tortona, a San Cristoforo si pensa a strutture sportive e per gli scali Farini e Porta Romana come già detto si pensa a nuove abitazioni.

Attorno a Garibaldi il 60% della superficie sarà verde.

E' già dal 2007 che si sta lavorando al progetto e l'accordo di programma che approverà tutto verrà firmato entro luglio.

E la ferrovia dovrebbe diventare una sorta di metropolitana leggera che circondi la città e andranno realizzate nuove stazioni a Dergano, Forlanini, Zama, Porta Romana, Tibaldi e Canottieri.

L'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli spiega che

"Costruiremo diecimila nuovi alloggi di cui 3.600 in housing sociale, ovvero da vendere a duemila euro al metro quadrato o da affittare a 500 euro al mese.

Ma soprattutto realizzeremo 750mila metri quadrati di spazi pubblici in gran parte destinati a verde"

Si prevede di partire già da quest'anno

"Entro il prossimo anno i piani dovranno essere approvati per iniziare i cantieri nel 2011. È una grande occasione per riprogettare Milano seguendo l'interesse pubblico, ricucire parti oggi separate tra loro"

Questo il punto più caro al Pd

"Vogliamo più verde, spazi per la città e housing sociale e il 21 marzo organizzeremo una giornata di mobilitazione per una città ambientalmente sostenibile"

Ma anche la Lega è perplessa

"Troppo cemento, case e negozi.

Il verde deve salire almeno all'80 per cento della superficie"

Meno cemento e più verde, sembrano essere tutti d'accordo. Ma c'è sempre la crisi in agguato, anche secondo l'ad di Fs Sviluppi Urbani, Carlo De Vito

"Vedremo come reagirà il mercato, quando abbiamo iniziato a studiare il progetto la situazione era diversa. Con i soldi che arriveranno potenzieremo i servizi ferroviari"

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