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In autunno stop ai Diesel Euro 2, la Regione chiede più controlli sui veicoli inquinanti

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L'emergenza smog comincia a farsi sentire. E non ci voleva un esame spirometrico agli studenti (come racconta il Corriere questa mattina) per scoprire che una "salubre" passeggiata per le vie della città riduce i nostri polmoni come fossimo tutti forti fumatori.

Oggi in Regione ci sarà una riunione sul problema, diventato davvero urgente una volta appurati i "falsi" benefici di Ecopass.

Carlo Monguzzi dei Verdi sul suo blog aveva scritto che Formigoni (riferendosi a una una sua intervista a Repubblica in cui si schierava tra le altre cose contro i diesel, considerati i veicoli più inquinanti) ha ragione: i sindaci non fanno applicare la normativa regionale di blocco delle auto inquinanti.

Ci sono pochi controlli.

A Milano, per esempio, dal 15 ottobre al 31 gennaio sono stati effettuati solo 20.149 controlli cui hanno corrisposto 554 sanzioni. Il numero delle auto controllate ogni giorno corrisponde allo 0,025 % delle auto circolanti a Milano. Se poi consideriamo che un terzo dei controlli (circa 7.500) sono stati effettuati nelle prime 3 settimane dell’entrata in vigore dell’ordinanza capiamo bene come la sostanziale impunità regni sovrana.

D’altronde negli anni scorsi non è mai andata molto diversamente (nella stagione 2007/2008 a Milano sono stati effettuati 24.042 controlli ed elevate 694 contravvenzioni)

La Regione chiede quindi controlli a tappeto su tutti i mezzi inquinanti (pagati ovviamente proprio dalla Regione, visto che siam sempre lì: i controlli costano). Si pensa di coinvolgere nei controlli la polizia stradale e si vuolep roporre di ridurre la velocità sulle tratte autostradali quando scatta l' "allarme polveri".

Saranno anche decisi i nuovi incentivi per chi sceglierà di riconvertirsi a mezzi ecologici e per installare il famigerato filtro antiparticolato.

Intanto dal prossimo autunno anche i diesel euro 2 non potranno circolare nei mesi invernali.

Anche il sindaco avanza le sue proposte: si pensa a realizzare zone apposite per il "carico-scarico" da condividere con altri Comuni. Si fanno arrivare lì i tir e poi la merce si porterebbe in città con mezzi elettrici.

Ma serve anche l'appoggio di Roma, e in particolare del ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo

"Serve un'iniziativa del governo, un regolamento nazionale sui combustibili, una legge sulle caldaie, nuovi limiti alle emissioni di impianti industriali, raffinerie centrali termoelettriche. Noi in Lombardia abbiamo fatto la nostra parte"

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