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Manifesti censurati: dopo la donna crocefissa rimossa la campagna Relish. Current Tv, censurata a Roma, a Milano c'è

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Due pesi e due misure. Qualche mese fa aveva fatto molto discutere la vicende del manifesto della "donna crocefissa" censurato dal Comune. Il manifesto faceva parte della campagna di Telefono Donna per la giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre.L'assessore Cadeo aveva deciso di non appendere per le vie di Milano un "offensivo" manifesto di una donna crocefissa.

Molte le polemiche e le proteste, anche sul web.

Forse per "rifarsi" Milano ha recentemente dato l'ok per la campagna di Current Tv, che era stata censurata a Roma. I manifesti incriminati (ne vedete uno in foto) promuovevano due inchieste, una sul rapporto tra la Chiesa e il crimine organizzato e una sui rapporti tra gli States e le forze paraterroristiche anti-Iran. L'Atac di Roma non aveva accettato le affissioni inizialmente con questa motivazione

"Tale decisione trova fondamento nel difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo riguardo alla percezione della sicurezza personale e sociale, in considerazione del quale Atac non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio"

Poi si è cercato di raddrizzare il tiro giustificando che "quei manifesti non vanno bene per dei mezzi in movimento".

A Milano invece sono stati pubblicati.

Destino diverso per le criticatissime pubblicità della marca di abbigliamento italiano Relish. Come spiega Torino 2.0 la casa produttrice aveva scelto quale soggetto della sua campagna promozionale, due poliziotti di Rio de Janeiro che immobilizzano e perquisiscono due bellissime ragazze.

Dopo le proteste la pubblicità è stata rimossa inizialmente a Napoli, e Torino l'ha seguita a ruota dopo una richiesta formale di rimozione da parte della presidente e della vice presidente della Commissione consiliare Diritti e Pari Opportunità.

 

La pubblicità aveva fatto discutere anche a Padova e aveva subìto lo stesso destino (Mondodonna ha pubblicato anche un video delle proteste).

Milano beh, a Milano, a differenza del manifesto di Telefono Donna contro cui il Comune si era subito scagliato, inizialmente non si voleva togliere perchè "affissa su spazi di privati e non comunali" come spiega Mondodonna.

L'azienda aveva provato a difendersi tramite un comunicato

"Sono convinto che la nostra campagna non solo non sia in grado di generare una minima parte di quello che ci viene imputato" ribadisce Alessandro Esposito, amministratore delegato di Relish "ma non è neppure in grado di farlo minimamente percepire"

Dopo la segnalazione che la Presidente del Consiglio Comunale di Padova, Milvia Boselli, aveva fatto al Comitato di Controllo dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, il Comitato di Controllo ha imposto la rimozione dei manifesti da tutto il territorio nazionale.

E quindi anche Milano, in ritardo, si è dovuta adeguare.
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