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Egiziano uccide il figlio di 10 anni affidato alla madre e poi si suicida alla Asl di San Donato

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UPDATE! h.16.00
L'avvocato della madre del bambino ha rivelato che il padre omicida aveva già manifestato intenzioni minacciose. La madre aveva presentato decine di denunce per le minacce che l'uomo le faceva e riguardanti il bambino. Recentemente l'egiziano aveva presentato un ricorso contro i colloqui protetti che gli erano stati imposti dal Tribunale.

La notizia di questa tragedia familiare è uscita ieri pomeriggio, ma solo sul tardi sono trapelati i dettagli. Un egiziano ha ucciso suo figlio di 9 anni e poi si è tolto la vita negli uffici dell'Asl di San Donato Milanese. E' andato lì già con il coltello e la pistola in tasca.

Padre e figlio avevano un appuntamento per il solito incontro settimanale nella stanza dei Servizi sociali, intorno alle 4.30 del pomeriggio.

Ma è andato storto qualcosa perchè l'uomo ha iniziato a colpire con il coltello il bambino e poi ha rivolto la lama contro se stesso. Sono morti entrambi dissanguati.

Tutto nasce da un brutto divorzio, quello tra Mohammed H. M. e una donna italiana, avvenuto nel 2004. Il figlio era stato affidato alla mamma, tra i tanti motivi, anche per le precarie condizioni economiche del padre.

Il giudice aveva anche deciso che il piccolo poteva incontrare il padre sotto il controllo di psicologi nell'ufficio dei servizi sociali, perchè si temevano da parte sua delle reazioni violente.

Che purtroppo ieri sono sfociate nell'omicidio-suicidio. I carabinieri stanno indagando sull'esatta dinamica del fatto e se siano state prese tutte le precauzioni del caso.

Si pensa che si sia trattato di un atto improvviso visto che tutto si è svolto nel giro di pochissimo tempo: il bambino, il padre e l'assistente sociale erano saliti in ascensore al primo piano, ne è uscito l'assistente, padre e figlio sono rimasti un po' indietro e il padre ha colpito il bambino con almeno quattro coltellate.

Ha iniziato a tagliarsi le vene e si è puntato la lama sul petto, riuscendo a opporre resistenza ai medici e impiegati accorsi che cercavano di fermarlo. Qualcuno ha sentito anche un colpo di pistola, ma andrà ancora accertato.

Pare che l'uomo mal sopportasse il fatto di poter incontrare il figlio solo una volta ogni 15 giorni e che poco prima della tragedia avesse litigato al telefono con l'ex moglie.

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