×

Nessuna svolta per lo stupro della studentessa al parco Forlanini, De Corato vuole i poliziotti romeni anche a Milano

Condividi su Facebook

Proseguono le indagini dei carabinieri di Milano sullo stupro della studentessa boliviana 21enne. Per ora è stato tracciato l'identikit dell'uomo: un maghrebino di circa trent'anni, alto e robusto e con una cicatrice sul volto.

Riccardo De Corato intanto ipotizza un aumento del presidio delle forze dell'ordine in queste zone

"Preziose risorse di uomini potrebbero essere recuperate grazie ai militari.

Oggi ci sono infatti ben 174 soldati che vigilano su siti sensibili, come i consolati, il Duomo, e una decina si sono aggiunti questo mese insieme al reintegro del contingente impiegato per le emergenze di Caserta e Lampedusa. E' evidente che, pattugliamenti misti a parte, questa specifica attività di presidio ha liberato un buon numero di poliziotti o carabinieri dai medesimi compiti: agenti che, dunque, potrebbero essere impiegati appiedati nelle periferie"

E sempre il vicesindaco si è mostrato molto favorevole all'impiego di poliziotti romeni insieme a quelli italiani, come già avvenuto a Roma

"Apprendiamo che nella capitale sono arrivati ieri i primi poliziotti romeni che affiancheranno la Polizia italiana nelle attività di indagini che vedono coinvolti soggetti provenienti dalla Romania.

Un apporto utile che speriamo coinvolga presto anche Milano, dove la criminalità romena non è di certo meno acuta. E che potrebbe rivelarsi di grande utilità soprattutto nei campi rom di Triboniano, dove trovano ospitalità circa 500 romeni tutti identificabili tramite badge, o anche in quelli abusivi, al fine soprattutto di accertare se certi soggetti nascondano gravi precedenti penali"

Come ha scritto Blogosfere Cronaca e Attualità c'è comunque un grande dibattito in merito.

Le ronde, nonostante siano state tolte dal decreto anti stupri, esistono già in alcune zone della città come svela il Corriere

"Siamo apolitici. Armati di buona volontà. Cerchiamo solo di mantenere il nostro quartiere bello com'era e sicuro […] a turno usciamo. Non sono ronde, passeggiamo, andiamo a fare la spesa, dai conoscenti. Segnaliamo ai nostri punti fermi ogni cosa sospetta. E da lì parte l'allerta al commissariato. Se chiama la persona qualunque al centralino dei vigili o in questura ti dicono che non possono fare nulla o ascoltano e poi non escono.

Se chiama la Pina è un'altra cosa"

Ma, non ci stancheremo mai di chiedercelo: le ronde servono sul serio?

Ci eravamo occupati del problema della violenza contro le donne dopo lo stupro sul Passante Ferroviario di una donna di 29 anni e l'aggressione di una ragazza di 25 anni a Quarto Oggiaro, avvenuto nel suo garage di casa. Avevamo intervistato milanesi e pendolari (tra Piazzale Loreto, una fermata dell'autobus e un treno) sulla loro percezione di sicurezza, soprattutto se viaggiano di sera e da sole.

Avevamo parlato dell'emergenza sua con la dottoressa Alessandra Kustermann, responsabile del servizio di Diagnosi prenatale e del Centro soccorso violenza sessuale dell'ospedale Mangiagalli, e con la fondatrice di Telefono Donna, Stefania Bartoccetti.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche