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Tabaccaio condannato per aver ucciso il ladro: dopo Matteo Salvini ecco l'intervista a Davide Boni

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Questa mattina abbiamo pubblicato l'intervista a Matteo Salvini che insieme a Davide Boni era presente al presidio di solidarietà della Lega per il tabaccaio condannato a 20 mesi di carcere per ver ucciso un rapinatore, Giovanni Petrali.

Abbiamo raggiunto anche l'assessore Boni per una breve intervista (foto Facebook)

Qual è stata la tua reazione alla sentenza?

Non possiamo essere d'accordo con una sentenza che rischia di mettere sullo stesso piano vittima e carnefice, anche perché la pena è stata ridotta ma non cancellata.

Un modo per trovare una via di mezzo tra la piena assoluzione e la condanna a nove anni, che di fatto non risolve il problema legato al fatto che quest’uomo ha solo cercato di difendere se stesso e la propria famiglia. Anche durante il presidio organizzato dalla Lega Nord dinanzi al tribunale, la mattina stessa della sentenza, avevamo auspicato l'assoluzione completa dell'imputato. Oltretutto la beffa è anche data dal fatto che il tabaccaio dovrà pure versare un risarcimento ai due rapinatori.

Durante il processo si è parlato di "vendetta personale", cosa ne pensi a proposito?

Per la formulazione della sentenza alla fine è stato tenuto conto di una "legittima difesa putativa" che di fatto ha portato alla configurazione dell'omicidio colposo invece della contestazione dell'omicidio volontario. Quindi parlare di vendetta personale è assolutamente fuori luogo.

Non è la prima volta che capita una cosa del genere, come si deve comportare la legge davanti a questi fatti? Dovrebbe considerare di più le attenuanti come ad esempio le percosse o le minacce, o la semplice effrazione in proprietà privata?

Noi non stiamo sostenendo una linea che prevede l'utilizzo delle armi sempre e ovunque.

Crediamo solo che i cittadini debbano avere il diritto di difendersi. Quindi in casi come questi, la legittima difesa deve essere garantita, perché non vogliamo certamente una società che sia  debole con i forti e forte con i deboli. Non possiamo ogni volta lasciare i cittadini in balia della delinquenza comune, muovendoci o indignandoci solo quando ci scappa il morto. E' bene che i cittadini non siano colpevolizzati quando difendono la propria vita.

A tuo parere i negozianti sono abbastanza tutelati da aggressioni e rapine? E i cittadini comuni?

Senza dubbio i commercianti, come lo stesso tabaccaio o gli orefici, sono da sempre le vittime prescelte di un certo tipo di criminalità che assalta negozi e locali come stessero nel "far west". E la cronaca di Milano è piena di fatti come questi. Non a caso fu proprio la Lega Nord che presentò la modifica dell'articolo 52 del codice penale proprio in materia di legittima difesa, partendo dal presupposto che in caso di aggressione può invocarla chi detiene legittimamente un’arma per  difendere se stesso e i propri beni.

Senza dubbio questo non basta, anche perché è dimostrato che molti reati sono commessi da cittadini stranieri, spesso clandestini. Credo che il  Ministro dell’Interno stia lavorando molto in questo senso, impegnandosi nella lotta all’immigrazione clandestina e varando un disegno di legge in materia di sicurezza che dà risposte concrete alle esigenze di tutti i cittadini. Anche introdurre per quest'ultimi la possibilità di controllare il proprio territorio è un fatto positivo. Ciascuno di noi può quindi collaborare con le forze dell'ordine, per migliorare la vivibilità delle proprie città.
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