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Dopo la tassa i rom si fanno furbi: comprano terreni, così nessuno può cacciarli via

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Vi avevamo parlato della nuova proposta per la regolamentazione dei campi rom (foto Corriere). Si parlava di un canone di un euro al giorno per ogni maggiorenne, con coprifuoco alle dieci di sera. Da quell'ora in avanti silenzio assoluto e stop alle visite.

Si parlava anche di obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti e di mantenimento del decoro della piazzola. C'era anche un limite temporale di permanenza: non più di tre anni. Dopo bisognerà trovarsi una casa vera e un lavoro regolare.

Il prefetto Gian Valerio Lombardi aveva firmato la scorsa settimana il provvedimento dopo mesi di discussioni, modifiche e confronti. Si parla anche di possibili espulsioni nel caso non siano rispettate le regole.

Adesso però i rom sembrano aver trovato una soluzione alternativa.

Come riporta il Corriere i nomadi hanno seguito l'esempio degli slavi e hanno comprato terra in modo che nessuno possa cacciarli via

Parliamo di terreni agricoli, a basso prezzo, confinati negli angoli dei paesi, distanti dai centri abitati, dai negozi e dalle comodità, affondati nel fango, posizionati nei pressi di trafficate e rumorose statali. Ma sono pur sempre terreni. Terreni dove, sì, non si può edificare.

Dove, però, alla fine, nonostante la legge non lo preveda né consenta, ci si sosta comunque sopra.

E se loro fanno così cosa si fa? Si va lì e si dice che non si può rimanere? Riuscire a mandarli via risulterebbe alquanto improbabile.

Carabinieri e polizia che operano in Provincia hanno redatto un censimento che elenca le presenze dei rom. Nel rapporto risultano 45 appezzamenti di terra acquistati dai nomadi. Quindi la diffusione degli insediamenti fuori Milano è in aumento.

La mappa che vi abbiamo pubblicato in testa al post, tratta dal Corriere, è di conseguenza in continuo aggiornamento.

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