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Due villette abusive per l'assessore all'Ambiente Massimo Ponzoni. Il Tar ne impone la demolizione, ma infuria la polemica

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Ahiahiahi…hai toppato! Che leregole valgano per tutti tranne che per te stesso (se sei un politico) in caso di bisogno si sapeva, ma questa sembra una barzelletta. Una sentenza del Tar obbliga l'assessore regionale Massimo Ponzoni ad abbattere due villette abusive perché costruite su un terreno agricolo non edificabile a Cesano Maderno, in Brianza: la prima è intestata alla moglie Annamaria Cocozza e la seconda è abitata dal cognato Argenio Cocozza e dalla suocera Maria Cacioppo (foto Repubblica).

La faccenda sarebbe già grave di per sè se non fosse che l'assessore Ponzoni è l'assessore all'Ambiente. Che in questo caso ha tutelato molto poco.

Secondo i tecnici infatti una delle due villette non avrebbe nemmeno dovuto essere costruita e l'altra è stata ampliata oltre i limiti consentiti: non c'è condono edilizio che tenga. L'assessore ovviamente non commenta onde evitare una figuraccia maggiore.

La famiglia fa sapere che

"A far data da oggi stiamo provvedendo alla demolizione del manufatto in oggetto"

Vittoria del sindaco Paolo Vaghi quindi, che il 28 ottobre 2008 aveva firmato un'ordinanza per la demolizione

"La legge deve essere uguale per tutti.

Chi ha commesso un abuso edilizio deve essere punito, chiunque esso sia. La legge deve essere uguale per tutti. È come se l'allora ministro dei trasporti Enrico Ferri, quello dei 110 chilometri all'ora, fosse stato pizzicato sfrecciare a 180 o come quei parlamentari che in aula si dichiarano contro la droga, ma poi si scopre che sniffano la cocaina"

Predica bene e razzola male come dice un vecchio detto.

Dopo questa figura barbina Pd e Verdi chiedono le sue dimissioni.

Come sostiene Monguzzi dei Verdi

"Siccome pensiamo che un assessore all'Ambiente non possa compiere atti abusivi contro l'ambiente chiediamo al buon Ponzoni di trarre le conseguenze presentando subito le dimissioni"

Dello stesso avviso Civati del Pd

"I fatti riportati dall'ordinanza del Tar, che coinvolgono direttamente la famiglia di Ponzoni lo rendono incompatibile con un ruolo che dovrebbe avere come precondizione il rispetto delle regole e come mandato la difesa del territorio, la lotta all'abusivismo e la tutela dell'ambiente.

Non ci sono altre possibilità: Ponzoni deve lasciare l'incarico"

Almeno potrebbe recuperare un po' di credibilità.

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