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Clinica Santa Rita, il primario Brega Massone si difende: le perizie sono da rifare

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Ricordate lo scandalo della clinica Santa Rita? Eravamo lì quando sono arrivate le auto della guardia di finanza lo scorso 9 giugno e avevamo raccolto a caldo le opinioni dei pazienti: l'inchiesta che riguarda la clinica è cominciata nella primavera del 2007.

Le fiamme gialle avevano sequestrato migliaia di cartelle cliniche su richiesta dei pm, ritenute non veritiere o comunque alterate in modo tale da permettere rimborsi maggiori rispetto a quelli dovuti. Ad alcuni pazienti sarebbero state prescritte operazioni non necessarie, ma eseguite solo per ottenere rimborsi dal SSN. E c'erano 25 morti sospette.

Incriminati in un primo momento il primario della Chirurgia Toracica della clinca Santa Rita, il dottor Pierpaolo Brega Massone e uno dei più stretti collaboratori del primario, il dottor Pietro Fabio Presicci.

Anche l'amministratore Francesco Paolo Pipitone era finito nel polverone. Voci di tangenti e di amicizie importanti si erano rincorse in un primo momento.

Le intercettazioni telefoniche avevano avuto un ruolo chiave nelle indagini, così come l'analisi dei redditi. Avevamo intervistato in questo proposito l'assessore alla salute Giampaolo Landi di Chiavenna.

Con il passare dei giorni i dipendenti erano sempre più preoccupati per la loro sorte così come i pazienti, anche se molti avevano dichiarato ai nostri microfoni di essersi trovati bene con la clinica.

Le speranze della clinica erano appese al nuovo amministratore Luigi Colombo, e si è sperato da subito nel riaccreditamento. Si erano susseguiti scagionamenti e nuove intercettazioni, ma dopo un mese di stop la clinica è stata riaccreditata. E il 22 luglio ha riaperto i battenti.

Oggi sul Corriere il primario Brega Massone si difende dalle accuse, e chiede una nuova perizia.

"Il carcere mi sta pesando, fisicamente e psicologicamente. L'ho detto nell'interrogatorio e continuo a ripeterlo, ho fatto quello che ho fatto in scienza e coscienza"

Ma dall'altra parte

l'ascolto di quello che medici e amministratori si dicevano al telefono è indispensabile per "calarsi" nell'atmosfera interna alla clinica e comprendere a pieno ambiente e rapporti

La procura ha raccolto una enorme mole di materiale sulla vicenda e chiede che alcune conversazioni siano sentite in aula.

Dovranno testimonire anche consulenti tecnici e 15 pazienti.

Intanto il legale del primario vuole dimostrare che il suo assistito è innocente e chiede che venga ristabilito il suo onore grazie a 200 testimoni. La faccenda insomma si farà più lunga del previsto.

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