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Truffa sulla bonifica del cantiere di Santa Giulia: costi gonfiati e riciclaggio sul quartiere che non parte

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Il quartiere di Santa Giulia ha già i suoi problemi: tempo fa i suoi residenti avevano lanciato un allarme e l'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli ha fatto un sopralluogo e ha incontrati i comitati dei cittadini per fare il punto della situazione.

I proprietari dell'area, Risanamento promettono che quest'anno si tornerà a lavorare nei cantieri in modo da risolvere il gravoso problema dei servizi alle famiglie che mancano, nonostante siano già in molti a vivere lì. Pare che siano state verificate le necessarie coperture bancarie ed entro settembre 2009 si dovrebbero almeno finire le vie che percorrono internamente il quartiere e che collegano i nuovi palazzi fra di loro e l'intera zona con il resto della città. 

Mancano ancora molte altre strade, l'asilo (che Risanamento si impegna a consegnare la nuova struttura nel marzo 2010), i parcheggi interrati (che saranno conclusi nel dicembre 2009)e la copertura del parcheggio (maggio 2010).

La via dei negozi e il parco pubblico dovrebbe essere pronta a dicembre 2009.

Ma mentre il dibattito infuria sul forum del comitato dei residenti si apre un nuovo risvolto come spiega il Corriere.

La bonifica dell'area Rogoredo-Santa Giulia (un investimento finanziario-urbanistico di 4 miliardi di euro stanziati da Unione europea, Comune e Provincia di Milano, Regione Lombardia e investitori privati) sarebbe stata un'operazione di

riserve occulte accantonate grazie a un sovrapprezzo del 30%, oltre 14 milioni di euro vorticosamente fatti girare per mezzo mondo (Portogallo, Germania, Svizzera, Inghilterra, Usa-Delaware) da un avvocato elvetico e da due consulenti arrestati ieri

Molti sono i punti da chiarire

Il committente del progetto Montecity, l'immobiliarista Luigi Zunino, nel 2003-2006 affidò la bonifica dell'area industriale ex Montedison in via Bonfadini 148 (con costi a carico dell'Edison) a un'associazione temporanea di imprese (Ecoitalia srl, Walde Ambiente spa, Alfa Alfa srl) di cui era capofila la Servizi Industriali srl.

Sulla base delle rogatorie tedesche, di email e intercettazioni (che peraltro svelano l'abbozzo di un meccanismo analogo nell'attualità anche per l'ex area Sisas di Pioltello), l'accusa ritiene che, attraverso l'interposizione di società solo apparentemente coinvolte nel trasporto e smaltimento in discariche tedesche dei materiali, i costi della bonifica siano stati fraudolentemente gonfiati del 30% (da 35 a 50 euro per tonnellata di rifiuti), in modo da stornare 14 milioni bonificati all'estero in un giro dell'oca che, per ora, come ultima casella vede i conti dell'arrestato avvocato luganese Fabrizio Pessina (anni fa già «pizzicato» dalla Sec, la Consob americana, in un'inchiesta per insider trading sui titoli Elsag Bailey).

Di sicuro c'è solo un'accusa di riciclaggio di 14 milioni di euro.

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