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Operaio muore stritolato in una azienda del milanese, in Lombardia record di morti bianche

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Una morte orribile quella di un operaio della Colombo Spurghi di Concorezzo, in via Cascina Meda. Si tratta della seconda morte bianca in Brianza nel giro di dieci giorni.

L'incidente è avvenuto poco dopo le 20.15 e l'uomo (era un addetto alla divisione dei rifiuti ed era stato assunto da una cooperativa esterna) è finito stritolato in un nastro trasportatore probabilmente perchè sarebbe scivolato all'interno del rullo che separa il vetro dalla plastica.

I suoi colleghi sono stati subito richiamati dalle urla e hanno immediatamente fermato le macchine, ma non c'è stato nulla da fare.

I medici sono riusciti a estrarlo dalla macchina ancora vivo dopo oltre un'ora e mezzo, ma versava già in condizioni disperate. I tentativi di rianimazione sono stati inutili dato che l'operaio era già in arresto cardio-circolatorio.

A Limbiate lo scorso 22 gennaio era successa la stessa cosa a un nigeriano di 23 anni, finito schiacciato in una pressa della Sitem.

Si parla tanto di morti bianche, ma pare che si ricordi questo fenomeno solo nel momento in cui "ci scappa il morto" e non si faccia nulla di concreto per fare qualcosa. Non è possibile che una persona si alzi al mattino per andare a lavoro e ritorni a casa in una bara.

I primi a finire nel mirino sono i cantieri: l'anno scorso tre studenti della Cattolica avevano effettuato un report video per denunciare il fatto che nemmeno nei cantieri degli uffici della Cgil, che dovrebbe tutelare i lavoratori, si seguono le normative atte ad evitare incidenti.

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